Finanza
Dall’Eritrea a Valibona, un eroe
Alla guida dei “Lupi Neri”, mise in salvo i sui compagni prima di essere ucciso
PRATO
Lanciotto Ballerini nei libri di storia compare tra i nostri partigiani. Fu un uomo di estrema coerenza, ma morì precocemente e molti oggi purtroppo ignorano il suo operato e la sua esistenza.
Nacque a Campi Bisenzio il 15 agosto del 1911 da una famiglia di macellai e a partire dagli anni Trenta prese parte alle avventure militari dell'Italia fascista, partecipando alla guerra di Etiopia (1935-36), dove ricevette una medaglia al merito e il grado superiore per aver salvato la vita dei suoi commilitoni durante un attacco nemico. Al suo rientro in patria fu festeggiato come un eroe e i fascisti gli fecero dono della tessera che lui prontamente rifiutò. Nel 1939 fu richiamato anche per l'occupazione dell'Albania (1939).
Scoppiata la seconda guerra mondiale, Ballerini fu inviato con le truppe di occupazione in Grecia ed Jugoslavia 1940/1943, fu rimpatriato nel giugno 1943 per dolori reumatici, causati dai disagi patiti nel fronte di guerra. In Iugoslava si distinse in seguito per aver avvertito le popolazioni civili di allontanarsi dalle zone di operazioni belliche.
Dopo l'armistizio, nell'autunno 1943, Lanciotto si recò sul monte Morello, dove organizzò e diresse una delle prime formazioni partigiane che si costituirono in Toscana.
Questa formazione comprendeva non solo partigiani italiani ma anche altri provenienti da tutta l'Europa (uno scozzese, un serbo, un croato, un ucraino ed un russo). Il 3 gennaio 1944 la Formazione Garibaldi d'assalto "Lupi Neri" si trovava presso Valibona, nel comune di Calenzano, quando fu aggredita da una colonna di militi fascisti repubblicani, in seguito ad una segnalazione.
Lanciotto affrontò da solo l'avversario, dando modo di fuggire al grosso dei compagni, cadendo alfine eroicamente.(m.m.)
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