Il Tirreno

Prato

CRISI ECONOMICA

Cassa integrazione all’Arci

Il provvedimento riguarda nove dipendenti dell’associazione

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PRATO

L'Arci farà richiesta di cassa integrazione per nove dipendenti. Strumento privilegiato delle aziende pratesi in difficoltà, la Cig finisce così per diventare l'appiglio anticrisi anche per la più grande associazione italiana. La decisione è stata presa giovedì sera durante un consiglio durato quattro ore. Per i nove dipendenti verrà richiesta una cassa integrazione parziale, con un orario ridotto del 27 per cento che si traduce in circa cento euro in meno sullo stipendio mensile.

«Il nostro percorso comincia adesso, quando tra qualche giorno partirà la richiesta per la cassa integrazione - conferma il presidente dell'Arci pratese Paolo Bianchi - purtroppo la crisi è cieca e viviamo in un paese scivolato nella recessione. Una volta presa coscienza della situazione, abbiamo cercato di prendere il provvedimento più dolce possibile. Per questo devo ringraziare tutto il nostro personale - aggiunge - che informato delle nostre intenzioni prima del consiglio, ha dimostrato di comprendere le difficoltà che stiamo attraversando».

Proprio dai dipendenti dell'Arci, a dire il vero, sarebbero arrivate le dichiarazioni decisive per l'approvazione del provvedimento. La trentina di consiglieri presenti avrebbero infatti osteggiato l'ipotesi cassa integrazione fin dall'inizio. Per poi scendere a più miti consigli all'ultima votazione, dopo aver ricevuto una descrizione della Cig come la giusta alternativa al licenziamento. Una parola, licenziamento, che alla fine ha convinto tutti i presenti, tranne uno.

Giovedì sera Paolo Bianchi, da anni alla guida dell'Arci pratese dopo essere stato sindaco di Montemurlo, ha annunciato d'aver ricevuto la notifica della chiusura delle indagini per l'inchiesta che lo vede indagato per malversazione, inchiesta di cui è titolare il pm Laura Canovai. È l'altra faccia della vicenda dei finanziamenti statali ricevuti per costruire cinque asili nido, alcuni dei quali mai realizzati. Nel maggio 2011, il presidente dell'Arci Paolo Bianchi e Michela Buongiovanni, responsabile del settore infanzia dell'associazione, venivano condannati dalla Corte dei conti della Toscana al risarcimento alla Regione di 565mila euro, per l'80 per cento a Bianchi, per il 20 a Buongiovanni. Una condanna che non passò certo inosservato all'interno dell'Arci.

Paolo Bianchi non fa una piega. «È sempre la solita vicenda, non aggiunge niente a quanto già sappiamo e io posso dire come allora di essere molto tranquillo - ammette - aspetto con serenità che la legge faccia il suo corso».

Alessandro Pattume

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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