Aumenta la mensa per le famiglie coi redditi più alti
MONTEMURLO Prima la cattiva notizia: nel 2012 anche la mensa scolastica montemurlese, così come quella di tanti altri Comuni, aumenterà minimo di 20 centesimi. La buona notizia riguarda invece il...
MONTEMURLO
Prima la cattiva notizia: nel 2012 anche la mensa scolastica montemurlese, così come quella di tanti altri Comuni, aumenterà minimo di 20 centesimi. La buona notizia riguarda invece il criterio di pagamento allo studio del Comune, che intende rivalersi al minimo sulle famiglie meno abbienti per concentrarsi su quelle con il reddito più alto.
Tutto parte, ovviamente, dal costo di ogni singolo pasto sostenuto dal Comune. Nel 2011, fatta salva la convenzione con l'azienda ristoratrice, ogni pasto costava 4,70 euro. Nel 2012, aggiornati tutti i costi, ogni pasto costerà cinquanta centesimi in più, qualcosa come 5,16 euro. Così, in proporzione, il costo minimo di ogni singolo pasto sostenuto dalla famiglie, passa da 3,60 euro a 3,80. Centesimi che alla fine del mese pesano come una bolletta aggiuntiva. «L'aumento del costo della mensa è inevitabile - ammette l'assessore alla pubblica istruzione Rossella De Masi - la tariffa del 2011 si basava su uno studio dell'anno precedente. Rifatti tutti i calcoli delle spese che il servizio mensa comporta tra personale addetto e trasporti, la differenza del costo è troppo pesante per non costringere il Comune a modificare le tariffe. Chiaramente rimarranno invariate tutte le agevolazioni per chi ha più di un figlio che ogni giorno siede a mensa».
Ci sarebbe però una soluzione: così come fatto in via sperimentale per gli asili nido, aumentare il numero di fasce Isee per rendere più eque le tariffe. Insomma, chi ha meno paga sempre di meno rispetto a chi ha di più. «I nostri uffici stanno studiando modi e criteri per introdurre nuove fasce di reddito anche per il servizio mensa - conferma Rossella De Masi - Tanto per fare un esempio, se fino allo scorso anno le fasce di reddito considerate si fermavano a 30mila euro, quest'anno potremmo introdurre una fascia tra 30mila e 34mila euro, e così via. Questo - conclude - ci permetterebbe di non far superare la soglia dei 4 euro al pasto delle famiglie inserite nelle fasce di reddito più basse». Nel mirino del Comune ci sarebbero però altri due obbiettivi. Ritoccare verso l'alto anche il costo del trasporto scolastico e, al tempo stesso, dichiarare guerra a chi dichiara un reddito molto inferiore a quello reale.
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