Attenzione
Carlesi: «Milone chieda scusa e Cenni prenda le distanze»
Il capogruppo Pd conferma la consegna delle carte al legale: «Macchina del fango anche contro tribunale e procura»
PRATO
Massimo Carlesi lo ammette: «Quando ho letto i contenuti dell’attacco di Milone, ho avuto paura». L’attacco è quello di ieri quando l’assessore alla Sicurezza, ex 007, ha diffuso una nota ufficiale del Comune nella quale dichiarava che Evaristo Ricci, componente del collegio di curatori fallimentari della Sasch, candidato da Sel al consiglio comunale nelle amministrative 2009, avrebbe spifferato notizie sulla procedura civile, ovviamente a Carlesi, approfittando della frequentazione comune ad un gruppo di preghiera. «Consiglio Milone di scegliere meglio i segugi che sguinzaglia per controllarmi o pedinarmi - replica Carlesi - perchè questa volta hanno preso una cantonata». Il gruppo di preghiera - «non ho mai nascosto di essere credente e praticante - dice Carlesi - e della cosa vado francamente orgoglioso» - è una gruppo di approfondimento sul Vangelo, al quale sì, effettivamente, partecipa anche Evaristo Ricci «che da persona specchiata quale è - aggiunge Carlesi - mai ha detto una parola sulla sua attività professionale».
Questa volta Carlesi assieme all’intero gruppo consiliare Pd, è davvero arrabbiato. Parla di atteggiamenti intimidatori , di «mosse che hanno il sapore di input mafiosi che davvero poco hanno a che vedere con la politica»,di “macchia del fango in azione”: di «attacchi scomposto del Comune, visto che la nota è dell’ufficio stampa del Palazzo, verso il tribunale e verso la procura della Repubblica» e della possibilità di Milone «visto la sua attività (presidente della commissione tributaria provinciale ndr) di condizionare i controlli sul territorio come vuole». Carlesi che conferma di avere dato tutto il materiale al proprio avvocato per valutare l’eventualità di una querela , chiede con forza che «il sindaco prenda le distanze dalle affermazioni di Milone» e chiede anche «le scuse dell’assessore. Se ci saranno - dice - mi accontenterò: preferisco risolvere la questione nelle stanze della politica che in un’aula di tribunale». E sulla mozione di sfiducia, anche lì, ribadisce: «E’ dal 2009 che chiedo a Cenni di staccare con decisione la figura dell’imprenditore da quella di sindaco. Non è mai accaduto. E oggi è evidente l’incompatibilità dell’incarico istituzionale con i problemi dell’imprenditore. Per questo abbiamo chiesto e lo rifacciamo oggi, il passo indietro. Cenni - ha proseguito - non è più autorevole e deve dimettersi». Sono stati i consiglieri - presenti Vanni, Biffoni, Santi, Mangani, Bianchi, Sanzò, Ciambellotti, Colzi, Calussi - a sottolineare la necessità «di riportare i fatti dentro una cornice di verità: si è parlato del sequestro dei 7mila euro del figlio più giovane di Cenni ma mai nemmeno una parola è uscita dal centrodestra sui trecento 300 creditori tra artigiani e dipendenti Sasch messi in ginocchio dal crack». La conclusione è di Carlesi: «Livello basso ironizzare sulle preghiere che, dico a Milone, non sono mai contro ma per qualcuno. E io l’altra sera una preghiera per lui l’ho detta».
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