Il Tirreno

Prato

Benigni e il giallo della donazione all’ospedale Meyer

di Maria Lardara
Benigni e il giallo della donazione all’ospedale Meyer

Interrogazione del pdl Gramazio al ministero per sapere se i 250mila euro sono mai stati versati dall’attore

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PRATO. La verità bisognerebbe chiederla a lui, il pratese più famoso di Vergaio. Ardua impresa, perché nulla trapela dal suo staff più ristretto. Certe promesse però non si scordano. Specie se arrivano da un personaggio famoso come Roberto Benigni, di cui è però nota la riservatezza in fatto di donazioni. Un piccolo "giallo" che, intanto, finisce in Parlamento.

Urge un breve riassunto per gli smemorati. Festival di Sanremo, edizione 2011: il cachet del mattatore pratese da 250mila euro, come compenso per la sua esibizione sul palco dell'Ariston, aveva "indignato" l'opinione pubblica. Poi, l'annuncio che quella somma sarebbe stata devoluta in beneficenza all'ospedale pediatrico Meyer. E il mistero resta ancora, a maggior ragione dopo che il super ospite del festival di quest'anno, Adriano Celentano, si è comportato diversamente, dichiarando pubblicamente di voler devolvere in beneficenza il suo cachet più ghiotto (300mila euro) alle famiglie povere di sette città capoluogo italiane. Inevitabile l'interrogativo: Benigni ha mai versato quei 250mila euro al prestigioso ospedale pediatrico fiorentino dove in passato ha fatto più di un'apparizione (l'ultima in occasione dell'inaugurazione del nuovo ospedale)? Se lo chiede anche il senatore pidiellino Domenico Gramazio che ha presentato un'interrogazione urgente al ministero dell'Economia e delle Finanze, «per sapere se Benigni ha effettivamente devoluto in beneficenza, come lui stesso aveva dichiarato, al Meyer di Firenze i 250mila euro di compenso».

Su questi argomenti non si lascia scappare nulla l'assistente dell'attore che ha chiesto espressamente che il suo nome rimanga top secret, contattata attraverso gli uffici della Melampo Cinematografica di Roma (la casa di produzione fondata da Benigni e Nicoletta Braschi). Negli ambienti del Meyer ci si appella invece al sacrosanto principio della privacy. A sentire l'addetta stampa Roberta Rezoalli, in questo ultimo anno Benigni potrebbe benissimo aver sganciato 250mila euro a sostegno del Meyer ma, senza che il donatore autorizzi alla divulgazione del nome, è impossibile far sapere la donazione avvenuta. «Ogni donazione è coperta dalla privacy: solo il donatore può decidere che venga reso noto il proprio nome - fanno sapere dall'ospedale -. Diversamente era accaduto quando Luca Calvani (altro "vip" pratese, ndr) annunciò pubblicamente che avrebbe destinato al Meyer parte del premio vinto all'Isola dei Famosi. L'unico che può confermare di averci donato qualcosa è Benigni stesso». Ma il senatore del Pdl non ha la memoria corta e attende risposte: «A oggi il professor Tommaso Langiano, direttore dell'ospedale, ha affermato di non aver ricevuto mai nulla - sottolinea Gramazio -. Per questo chiedo al ministero se la Rai ha effettivamente versato al premio Oscar 1999 i 250mila euro e se quei soldi sono stati devoluti in beneficenza al Meyer. Cosa che - conclude - non sembra sia avvenuta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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