Il dolore
Da Première Vision timidi sorrisi
Oggi chiude la fiera mondiale del tessile. Ciardi: «Qualche ordine invernale è arrivato». Cavicchi: «Segnali positivi»
PRATO
Parigi val bene una fiera. Per la serie "siamo contenti di com'è andata, coscienti del fatto che Première Vision così come altri importanti saloni del settore non è più una piattaforma fatta per ricevere ordini", fa notare l'imprenditore Sandro Ciardi ("Dinamo" e "Ultra") in questi giorni nella capitale francese per la fiera mondiale del tessile. Con oggi si chiude l'appuntamento da cui si attendono riscontri importanti per i tessuti estivi.
«Soltanto nei primi due giorni - racconta Ciardi - abbiamo avuto 220 contatti, tra cui clienti brasiliani, coreani e cinesi, che hanno portato anche qualche ordine invernale. Si tratta di piccole quantità, poco significative, ma personalmente mi ritengo soddisfatto»
«L'affluenza al nostro stand è stata positiva - aggiunge Andrea Cavicchi di Furpile Idea - sono passati i grandi gruppi, molti clienti inglesi e giapponesi, mentre sono mancati quasi del tutto i tedeschi e gli americani. Le cose ci sono andate bene, al di sopra delle aspettative considerando che siamo qui con un'azienda che fa un prodotto invernale, nella stagione in cui si presentano le collezioni estive».
Se l'atmosfera che si respira nei corridoi è una cosa, la realtà è ben altra. «Le fiere vanno tutte bene - sostiene Mario Maselli di Emmetex - bisogna vedere cosa succederà quando da domani si spegneranno i riflettori sul salone e ognuno di noi tornerà nella propria azienda obbligato a fare i conti con una realtà che tutta un' altra faccenda. Si faranno le campionature, ma chissà se dal mondo arriveranno gli ordini, visto che sta diventando sempre più difficile piazzare prodotti di qualità (che hanno quindi un costo più alto) su un mercato in cui dettano le regole i prezzi cinesi, senza che nessuno faccia niente per aiutare gli imprenditori italiani a rendere i loro prodotti più competitivi».
Ma l'argomento che più si rincorre nei corridoi è un altro, ovvero quello sulla futura presidenza dell'Unione industriale. Ci si confronta tra colleghi sui nomi che circolano. Il binomio Andrea Cavicchi - Riccardo Matteini è ormai assodato,anche se c'è chi è pronto a scommettere che i nomi in ballo per la candidatura siano almeno tre o quattro, tra cui si sarebbe fatto anche quello di una donna. Nessuno però se la sente di esternare ipotesi, almeno fino a lunedì 20, quando nelle stanze del Palazzo dell'industria si terrà la seconda udienza degli imprenditori di fronte ai saggi (Giancarlo Mazzi, Franco Tempestini, Carlo Longo).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
