Il Tirreno

Prato

Mobilitazione generale per uno sfratto

di Maria Lardara
Mobilitazione generale per uno sfratto

Carabinieri e Polizia municipale in forze per assicurare l’abbandono della fattoria didattica dei Giuliani

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Per la prima volta, dopo mezzo secolo, ieri mattina la stalla della fattoria di Capezzana era vuota. Penny la cavalla era stata sistemata in un maneggio a Iolo. Trasferita anche la mucca Fabia e il vitellino di razza Calvanina in un allevamento di via dell'Alberaccio. Via anche i polli portati al riparo da un contadino di Ponte dei Bini. Solo Bianca, la femmina di Maremmano, restava a guardia sull'aia della fattoria di via Sotto l'Organo.

Al di qua del cancello, una cinquantina di cittadini, rappresentanti di associazioni e comitati, genitori di quei piccoli studenti che nel corso degli anni hanno visitato la fattoria didattica, educati all'affetto degli animali e alla terra. Scudi umani per respingere l'eventuale uso della forza nell'aprire quella porta. Non ce n'è stato bisogno. Assistita dall'avvocato Rossetti, la famiglia Giuliani si è piegata alla decisione del Tribunale che la settimana scorsa ha respinto la domanda di sospensione dello sfratto esecutivo. Unica concessione di un irremovibile Massimo Nutini, dirigente comunale al Patrimonio: tre mesi di tempo per permettere alla famiglia il trasferimento dei beni mobili, con una garanzia di 5mila euro. «La signora Giuliani è stata nominata custode giudiziale dei beni di sua proprietà - spiega Nutini - . Le restituiremo i 5mila euro il 14 maggio, una volta che sarà accertato il trasloco».

Di fronte alla richiesta, la veterinaria ha dovuto precipitarsi in banca per staccare un assegno circolare a Nutini. «Un ricatto», come lo definirà più tardi il marito Andrea.

Nonostante la manifestazione in piazza risalente a un mese fa, il Comune è così rientrato in possesso della colonica dove la veterinaria Giuliana Giuliani conserva i ricordi di una vita: il padre era entrato nel 1961 con un contratto di mezzadria quando ancora l'immobile era dei Salvi Cristiani (passato al Comune nel 1999). Niente da fare. L'amministrazione bandirà un'asta per vendere l'immobile.

D'altro canto la previsione urbanistica nell'area, delineata dalla Variante alla Declassata figlia della giunta Romagnoli, è chiara: dalle ceneri della fattoria cinque nasceranno appartamenti, oltre ai 180 che saranno tirati su nei 9 ettari di terreno. E così da oggi Bianca non potrà più correre liberamente nel cortile. Ieri mattina c'è stata la visita dell'ufficiale giudiziario che doveva dare seguito a una sentenza del Tribunale. Dopo l'ultima udienza del giudice Acerbi dell'8 febbraio, la famiglia Giuliani non ha avuto il tempo di fare le valigie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web