Evasione fiscale boom Ha toccato i 335 milioni
Sul bilancio delle Fiamme gialle pesano gli effetti dell’operazione “Cian Liu” sull’esportazione di capitali all’estero: stangata sugli imprenditori cinesi
PRATO
Le conseguenze dell’operazione “Cian Liu” (Fiume di denaro) che nel giugno del 2010 scoprì un’esportazione illegale di 3 miliardi e mezzo di euro dall’Italia verso la Cina si sono fatte sentire nel consuntivo 2011 dell’attività della guardia di finanza, illustrato ieri dal colonnello Gino Reolon.
C’è una cifra quasi incredibile in cima al consuntivo: 335 milioni di euro. Sono i redditi sottratti al fisco nel corso dell’anno appena passato nella sola provincia di Prato. Cifra composta di 252 milioni di imposte sui redditi, 67 milioni in materia di Iva, quasi 16 milioni di ricavi non contabilizzati. Per capire l’enormità del dato basti pensare che nell’anno precedente il conto si era fermato a 152 milioni, dunque l’incremento è stato del 220%.
Come detto, è anche una conseguenza dell’operazione “Cian Liu”, perché in parallelo al procedimento penale, che vede indagati italiani e cinesi nella gestione dei money transfer, la Finanza ha approfondito gli aspetti fiscali, e il risultato è stato che l’evasione degli imprenditori cinesi è schizzata da 30 a 80 milioni per i redditi e da 16 a 38 milioni per l’Iva. Come si vede dai numeri, però, è cresciuta a dismisura anche l’evasione degli italiani.
«Non posso dire se l’evasione fiscale è aumentata - ha commentato il colonnello Reolon - Di sicuro è aumentato il nostro impegno». C’è da credere, comunque, che sia aumentata, e non di poco, anche l’evasione in assoluto.
Come si è arrivati a questo risultato? Secondo il comandante provinciale delle Fiamme gialle, grazie a tre fattori: l’attività di intelligence, un migliore incrocio delle banche dati, verifiche più di qualità che di quantità. A ben guardare, infatti, l’attività tra verifiche generali (157) e controlli (428) è stata praticamente uguale a quella dell’anno precedente, ma i risultato sono completamente diversi. In media, per ogni “uscita” della Finanza, nel 2010 si è accertata un’evasione di 262.000 euro, mentre nel 2011 la media è salita a 572.000.
Nel consuntivo ci sono anche 65 evasori totali (erano 52), di cui 36 cinesi (erano 23).
I controlli sugli scontrini hanno portato a 299 sanzioni (questa attività verrà intensificata) e quelli sul made in Italy al sequestro di oltre 18 milioni di metri quadri di tessuto.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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