La manifestazione
Caso De Nittis centrodestra ko
Non passa la richiesta di espulsione della consigliera finiana che ha chiesto le dimissioni del presidente Ciardi
PRATO
I mal di pancia del centrodestra pratese, quello che compone il consiglio della Circoscrizione est presieduta da Alessandro Ciardi (Pdl) continuano. Qui, maggioranza e opposizione sono a parità dopo che la consigliera Michela De Nittis è passata a Fli. Un passaggio poco gradito dai capigruppo di maggioranza al punto che per la terza volta consecutiva la consigliera finiana finisce sul banco degli imputati: nel consiglio di lunedì il presidente di Circoscrizione ha messo ai voti l'espulsione di De Nittis senza, tuttavia, ottenere la maggioranza.
Ciardi si appella al regolamento, secondo cui dopo sei assenze consecutive e non giustificate si può procedere alla sostituzione del consigliere; De Nittis, da parte sua, si difende allegando materiale che ben documenterebbe le ragioni delle sue assenze. Il presidente va comunque dritto per la sua strada giudicando «poco credibili» le giustificazioni apportate in aula. Ma la votazione avvenuta a scrutinio segreto per i partiti di maggioranza è finita con un pareggio. Colpo di scena: nove favorevoli, nove contrari e una scheda bianca.
La richiesta di Ciardi non passa. Automaticamente il coltello dalla parte del manico passa dalla parte dell'opposizione che ha chiesto al presidente di dimettersi dall'incarico. Una richiesta avanzata da De Nittis in prima persona che avrebbe accusato Ciardi di scarsa capacità di dialogo. Del resto, chi ha votato scheda bianca è qualcuno che non ha creduto nella maggioranza visto che i consiglieri dei partiti di opposizione hanno espresso ad alta voce il loro parere sulla proposta.
«Nel consiglio di ieri (lunedì ndr) il Partito democratico ha scritto una grande pagina della politica pratese», dice il capogruppo del Pd della Circoscrizione est Simone Tripodi. «Il Pdl continua a perdere pezzi dimostrando di non sapere tenere insieme più anime all'interno di una stessa coalizione - aggiunge - Auspichiamo che il presidente Ciardi prenda atto di quanto accaduto e che in futuro ci sia maggiore condivisione. Dei problemi ma anche delle soluzioni che si intendono adottare, poiché senza dialogo, non è possibile governare con il consenso della maggioranza».
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