Via Ciulli, il sottopasso non riaprirà a breve
Il sindaco Cenni e il direttore generale Del Regno in Procura per chiedere chiarimenti tecnici
PRATO
Non verrà riaperto in tempi brevi il sottopasso di via Ciulli, dove ai primi di ottobre del 2010 annegarono tre donne cinesi intrappolate nella loro auto durante un violento acquazzone.
Ieri mattina il sindaco Roberto Cenni ha incontrato il procuratore capo Piero Tony, nel suo ufficio al secondo piano del Palazzo di giustizia, per chiedere copia della perizia idraulica che in questi giorni è oggetto dell’incidente probatorio nel processo per omicidio colposo che vede indagati tra gli altri dipendenti di Comune, Provincia, Publiacqua e Asm.
«Abbiamo chiesto chiarimenti tecnici - spiega il sindaco Cenni - che ci servono per capire se e in quali condizioni potrà essere riaperto il sottopasso».
La perizia, affidata al geologo Paolo Canuti e all’ingegnere idraulico Vittorio Campedelli, oltre alle spiegazioni date dal procuratore capo Tony, saranno utili al Comune per capire come muoversi. In mancanza di indicazioni precise, infatti, c’è il rischio di riaprire un sottopasso che poi non rispetterebbe gli standard minimi di sicurezza.
In realtà la domanda a cui la stessa Procura non ha ancora dato una risposta è ancora più radicale: quel sottopasso poteva stare lì oppure è strutturalmente sbagliato, in considerazione del rischio di esondazione del torrente Vella?
«I residenti continuano a chiederci quando riapriremo la strada - dice il sindaco - ed è per questo che siamo venuti in Procura a chiedere lumi. Abbiamo chiesto copia della perizia, in modo da poterci muovere con cognizione di causa». All’incontro col procuratore capo ha partecipato anche il direttore generale del Comune, Vincenzo Del Regno, per gli aspetti tecnici di sua competenza.
Tecnicamente la Procura ha già dato il via libera alla riapertura del sottopasso, dove sono terminate da tempo le operazioni dei periti, ma riaprirlo non sarà così semplice. L’intenzione del Comune è di riaprire contemporaneamente il passaggio alle auto e quello per i pedoni e dunque c’è da aspettarsi che i tempi non siano brevi.
Intanto davanti al giudice per le indagini preliminari sta andando avanti l’incidente probatorio, cioè le udienze nelel quali i periti del giudice illustrano il contenuto della loro perizia e rispondono alle domande del sostituto procuratore Roberta Pieri e degli avvocati degli indagati. E’ un passaggio fondamentale per capire se e chi dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo nel processo vero e proprio. L’ultima udienza è stata fissata per il prossimo 27 febbraio.
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