Finanza
Troppo cemento , Valdibisenzio a rischio
Il geologo Tomei avverte: «La crescita dei centri abitati ha alterato la circolazione delle acque»
VAIANO
Il geologo Alberto Tomei spiega un inedito aspetto della Val di Bisenzio; quello morfologico, evidenziando le criticità che si potrebbero verificare e spiegando quali provvedimenti adottare.
Come si presenta la Val di Bisenzio?
«E' caratterizzata da un fondovalle stretto e incassato, dove si concentra non solo la maggior parte degli insediamenti urbani, ma anche tutte le acque pluviali che scorrono lungo i versanti. I boschi e le opere di regimazione idraulica legate alle attività agricole costituiscono il presidio fondamentale per evitare il verificarsi di alluvioni e garantire la sicurezza a valle. Così se il fianco sinistro della vallata, costituito dai rilievi calcarei della Calvana, offre un substrato più stabile, sul lato opposto, dove ci sono più detriti di antiche frane, la possibilità del verificarsi di nuovi dissesti è più alta. Tipici sono gli esempi di Popigliano nel territorio di Vaiano o di Fossato nel Comune di Cantagallo dove la crescita dei centri abitati ha alterato la circolazione delle acque superficiali e sotterranee, mettendo in crisi il delicato equilibrio idrogeologico».
Come si possono prevenire i dissesti?
«E' impossibile pensare di mantenere la stabilità dei versanti intervenendo qua e là, solo a valle dei dissesti, con opere di ripristino che hanno costi enormi. Purtroppo si trattano i territori collinari e montani come se fossero territori urbani, pretendendo di andare a vivere in campagna con tutte le comodità della città. Tutto questo significa tracciamento di nuove strade, allargamento di quelle esistenti, bretelle di circonvallazione e quindi creazione di nuove cause scatenanti che non tarderanno a produrre gli ormai noti effetti. Nel particolare si è visto come poter intervenire efficacemente con tecniche d'ingegneria naturalistica che permettono di consolidare e sistemare i versanti anche in zone difficili da raggiungere in quanto si possono utilizzare materiali naturali reperibili in loco, quali legno e pietre, che non determinano un impatto negativo sull'ambiente e sul paesaggio».
E' fattibile un collegamento con il casello dell'A1 a?
«Da un punto di vista strettamente tecnico si può dire che è fattibile, nel senso che se si riesce a mandare una sonda su Marte… Bisogna però valutare correttamente il rapporto costi/benefici. Siamo sicuri di volere continuare a incrementare il traffico su gomma in una vallata già pesantemente ingolfata? E' evidente che quanto sta succedendo per l'allargamento della 325 sia un tipico esempio della sottostima dell'impatto di tali opere che poi si ripercuote negativamente sull'ambiente, sul paesaggio e anche sui costi che la comunità deve sostenere».
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