Il Tirreno

Prato

Sempre aperti parrucchieri ed estetiste

di Cristina Orsini
Sempre aperti parrucchieri ed estetiste

E’ l’idea del Comune che lavora a una nuova ordinanza sugli orari ma che trova le associazioni di categoria molto caute

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PRATO

Liberalizzazione, avanti tutta. Dopo gli orari dei negozi sui quali è intervenuto il decreto Monti, l’intenzione del Comune è quella di allentare le maglie anche per parrucchieri, barbieri ed estetiste.

Si tratta di circa 700 attività, in tutta la provincia, con circa 250 estetiste, i cui orari e i giorni di riposo sono regolamentati da un’ordinanza diversa da quella del commercio. Ed è da lì che l’assessore alle attività produttive Roberto Caverni vuole partire.

«Con le associazioni di categoria abbiamo già fissato di vederci la settimana prossima - spiega Caverni - ma la nostra intenzione sarebbe quella di procedere con una certa speditezza verso la revisione degli orari consentendo a quegli artigiani che lo desiderano e senza obbligare nessuno, a modificare gli orari e giorni di apertura. Mi sembra comunque un segno di civiltà - prosegue Caverni - e di attenzione ai tempi che un cliente possa andare dal barbiere, dal parrucchiere o anche dall’estetista dopo le 20».

Una posizione, quella del Comune, che certamente avvierà un dibattito e certamente anche qualche polemica.

La parola ora passerà alle associazioni di categoria che hanno posizioni caute. Luca Giusti, presidente di Confartigianato, non chiude alla possibilità che qualcosa negli orari di quella particolare categoria di artigiani possa essere modificato: «Ma dipende - spiega - con quale ottica si risponde alle esigenze sia degli utenti sia di chi lavora. Se le novità - continua - possono risultare utili allo sviluppo dell’impresa o a migliorare il servizio ai cittadini, la mia risposta è perchè no. Basta però - continua - che le liberalizzazioni non diano vincoli, problemi o difficoltà ulteriori alle attività stesse». Insomma nessuna chiusura preconcetta da parte di Confartigianato ma con la necessità di un confronto vero e senza obblighi onerosi imposti.

Qualche perplessità in più la mostra Anselmo Potenza, presidente di Cna. «Liberalizzare senza dare nuove regole - dice - non mi convince assolutamente . La deregolamentazione selvaggia non porta vantaggi nè alla categoria nè al consumatore». Ed è Luca Malinconi , responsabile della categoria della Cna a chiarire ulteriormente. «Confrontandoci con gli iscritti - spiega - in un’assemblea di alcuni mesi fa è già emersa una netta chiusura sulla possibilità, da parte delle aziende, di tenere aperto la domenica e di ridiscutere la chiusura del lunedì. Mentre sugli orari credo sia possibile un confronto». Per Lucchesi sì alla disponibilità di mettersi attorno ad un tavolo col Comune «ma senza pensare di poter andare ad aperture selvagge».

Più o meno la stessa posizione di Enzo Lucchesi, responsabile del settore per Confartiginato secondo il quale il “no” alle aperture domenicali «che restano un giorno dedicato al riposo» è stato generale «mentre abbiamo trovato una certa disponibilità a ridiscutere gli orari d’apertura e soprattutto a poter scegliere - aggiunge Lucchesi - la fascia oraria più idonea ». Parrucchieri ed estetiste hanno già vissuto una fase turbolenta, quando si passò dall’orario di apertura spezzato all’orario unico.

«Iniziarono proteste - ricorda Lucchesi - ben più violente di quelle attuali dei tassisti che però poi via via rientrarono. Credo - conclude - che sia necessario procedere a piccoli passi e con un dialogo costante con gli artigiani per poter garantire riforme utili a chi lavora e a che usa i servizi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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