Il Tirreno

Prato

Poche agenti donne, a Prato lo spaccio cinese è “rosa”

Si basa sulla presunzione che ci siano poche agenti di sesso femminile  e dunque meno possibilità di perquisizione  

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Giovani cinesi mandate a spacciare droga perchè meno soggette alle perquisizioni delle forze dell'ordine. Si basa sulla presunzione che ci siano poche agenti di sesso femminile - e dunque meno possibilità di perquisizione - la pratica secondo cui a Prato la criminalità orientale affida lo spaccio di sostanze stupefacenti a «donne cinesi avvenenti». Un comportamento che la polizia della città laniera definisce «sempre più diffuso, ma non efficace». Dopo alcuni casi simili nei mesi scorsi, questa notte attorno alle 4.40 gli agenti hanno individuato altre tre spacciatrici in via Berruti, nella Chinatown pratese. Un cittadino di origine cinese guidava una macchina e 4 giovani ragazze orientali sedevano nei posti dei passeggeri. Di queste 3 - perquisite da una poliziotta della volante - avevano addosso più di 10 grammi di ketamina -, confezionata in bustine di cellophane e destinata alla vendita. Due delle ragazze avevano con sè anche consistenti somme di denaro contante (550 e 655 euro). Soldi e droga sono stati sequestrati dalla Polizia. In Questura le tre giovanissime ragazze in possesso della ketamina - una di 19,le altre di 20 e 21 anni - sono state denunciate in stato di libertà per il reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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