Sicurezza
La vita dura del migrante in Italia
Alla chiesa di S. Agostino si è tenuta la Giornata internazionale
PRATO
Da receptionist in un albergo di lusso in Sri Lanka a badante in Italia, da aver frequentato le migliori scuole del suo paese a sentirsi dire che no, qui non si affittano immobili agli stranieri. Silmini Thennakoon è oggi una cittadina italiana, ma da quando è arrivata in Italia al conseguimento del tanto agognato status è passata moltissima acqua sotto i ponti. Presidentessa della squadra di calcio Arcobaleno, che gioca in Figc ed è composta da ragazzi di 10 etnie diverse, Silmini racconta come dal 1989, anno in cui decise di stabilirsi in Italia e poi a Prato per essere seguita un anno dopo dal fidanzato, ed ora marito, Alex l'atmosfera intorno a lei sia via via cambiata da una curiosità ingenua striata di buoni sentimenti a un razzismo strisciante, e a volte conclamato e, spesso, talmente sfacciato e inconsapevole da far male, come quando i clienti del circolo Acsi di cui era diventata presidentessa due anni fa le chiedevano "un caffè, lo voglio scuro come te", o le dicevano senza mezzi termini di tornare nel suo paese anche se, come Silmini sottolinea, il suo paese è l'Italia. Non è facile essere migranti, soprattutto in un momento di crisi economica come questa, e soprattutto se si è donne: uno dei primi lavori in cui Silmini incappò,nonostante i suoi studi e la perfetta padronanza dell'inglese, fu quello di badante «in un periodo in cui il termine ancora non esisteva», spiega. Se la prima esperienza fu positiva, la seconda non lo fu affatto: rimasta incinta mentre accudiva un'anziana signora di Calenzano, riuscì a nascondere la gravidanza fino al quinto mese, poi fu scoperta e cacciata in malo modo da un momento all'altro. Adesso cerca lavoro come parrucchiera, ma non è sicuramente facile. La storia di Silmini rientra nei numeri del Dossier Immigrazione di Caritas Migrantes, presentato ieri nella chiesa di S. Agostino in occasione della Giornata internazionale promossa dalla Diocesi e dalla Caritas. In mattinata c’è stata la messa multilingua, invitati gli appartenenti alle undici comunità cattoliche straniere presenti a Prato. Nel pomeriggio, come detto, la presentazione del dossier immigrazione 2011 di Caritas/Migrantes coordinata da monsignor Santino Brunetti.
Valentica Ceccatelli
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