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Prato

Scarcerata la donna del branco

Scarcerata la donna del branco

Non è stato convalidato il fermo della romena accusata della rapina ai danni di Andrea Manzuoli

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PRATO

Non è stato convalidato il fermo dell’unica donna arrestata mercoledì nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Andrea Manzuoli, l’operaio di 45 anni ucciso la notte di San Silvestro all’interno della Cartotecnica Beusi di via Onorio Vannucchi.

Ecaterina Puscasu, la prostituta romena difesa da Oriana Ottanelli, è così potuta tornare in libertà, mentre resta in carcere il fratello Virgil Vasile Puscasu. I due sono accusati di concorso nella rapina ai danni di Manzuoli, mentre gli altri tre fermati, per i quali invece il fermo è stato convalidato, devono rispondere del concorso nell’omicidio di Manzuoli. Si tratta di Antonio Peluso, 35 anni, Zamfirel Isofache e Sander Varoj, 22 anni.

Quest’ultimo, difeso da Ermelinda Mele, ha 22 anni e, pur vivendo di espedienti e dormendo di volta in volta in una casa abbandonata a Campi Bisenzio o da un affittacamere di via Firenze, non dava l’impressione di essere uno sbandato. Sempre vestito dignitosamente, lo si vedeva spesso passeggiare in centro, pulito e di poche parole.

Ad accusarlo, oltre alle dichiarazioni di Antonio Peluso, potrebbero essere state anche delle intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura.

Quanto alla donna scarcerata, come aveva già fatto il fratello, ha risposto sia al sostituto Roberta Pieri che al gip nell’interrogatorio di convalida del fermo. Avrebbe detto di essere stata in macchina insieme agli altri la notte dell’omicidio, ma di non sapere che cosa stavano facendo i connazionali. Un’altra versione parlava di un sopralluogo in via Vannucchi al quale avrebbe partecipato la donna, che poi era stata riaccompagnata a casa.

Il fratello Virgil Vasile Puscasu avrebbe detto di aver fatto il “palo” fuori dalla tipografia ma di essersi allontanato prima che gli altri uscissero, anche perché era completamente ubriaco. Il suo racconto però non ha evidentemente convinto il gip, che ha convalidato il fermo e la custodia in carcere.

Il ruolo dell’unico italiano non è ancora del tutto chiaro. Antonio Peluso non è conosciuto come una persona violenta e pare sia stato lui stesso, quando ancora era a piede libero, il primo a parlare di quello che era successo in via Vannucchi dando la colpa ai romeni. Un comportamento irrazionale che poi ha finito per cacciarlo in un guaio serio.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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