Finanza
Le eccellenze “targate” Pancrazi
Spedizioni nei mercati russo e Usa. Olive a rischio per il freddo
MONTEMURLO
Dall'ennesima vittoria di "Oleum Nostrum" al successo in mercati sempre più interessati ai vini di alta qualità come quello russo e americano. Non senza qualche preoccupazione per il maltempo.
Sulle colline della Tenuta di Bagnolo dei marchesi Cristina e Vittorio Pancrazi ci sono"solo" 3000 preziosi ulivi per l'eccellenza olearia del territorio montemurlese. «Gli ulivi sono a grave rischio per la bassa temperatura che se raggiungesse i meno 10 comprometterebbe la crescita delle olive, come accadde per esempio nel 1985». Così il marchese Vittorio, ieri mattina dopo l'ennesimo sopralluogo fra gli oliveti di Bagnolo, prima di raggiungere i colleghi olivicoltori per una riunione a Firenze. Una preoccupazione che aumenta di giorno in giorno e che in parte ha finito per smorzare la soddisfazione per la vittoria nel prestigioso concorso "Oleum Nostrum", dove l'olio montemurlese ha battuto gli agguerriti concorrenti di Carmignano , altra terra pratese di grande eccellenza olearia e vinicola.
Il prezioso olio di Bagnolo annata 2011 riposa negli orci della tenuta, ma stanno arrivando tante richieste soprattutto nella confezione in lattina da 5 litri, in vendita a 45 euro, mentre per l'annata 2010 si può spuntare un prezzo inferiore di 10 euro. In questi giorni, nel frattempo, stanno partendo le spedizioni del Pinot nero 2008 e della riserva Baragazza 2006 dirette in Russia e negli Stati Uniti, i clienti ormai consolidati dell'altra eccellenza di Montemurlo, che a giugno prossimo avrà modo di ampliarsi grazie ai nuovi vitigni sulla celebre collina dello "sbaglio", dove furono piantati i primi germogli di pinot invece che di sangiovese e fu la "fortuna" per i marchesi Pancrazi e anche di Montemurlo. Dopo aver ricevuto giudizi lusinghieri sia nella guida 2012 di Veronelli sia in quella dell'Ais (Duemila vini 2012), il marchese Pancrazi ha deciso di non inviare più al Gambero Rosso i campioni del proprio vino. Una scelta, e una polemica, che ha una ragione precisa. Nella nuova guida del Gambero Rosso, il Pinot nero è stato giudicato alla stessa stregua dell'omonimo rosato. Un giudizio che il marchese Pancrazi ha ritenuto non adeguato alle proprietà dei suoi due vini.
Riccardo Tempestini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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