Attenzione
Fava: «Prato non ha bisogno di alcuna legge speciale»
Il presidente della commissione d’inchiesta parlamentare chiede anche scusa a industriali e artigiani: «Eccessiva e fastidiosa, però, la polemica». Prato libera e sicura attacca la sinistra, question time di Idv
PRATO
Una precisazione dopo l’altra. E tutte dell’onorevole leghista Giovanni Fava, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta contro la contraffazione, passata da Prato, per una serie di audizioni alla fine poi risultate “monche”, mercoledì scorso. La prima riguarda una solenne retromarcia sulla richiesta di una legge speciale per Prato.
«Nessuna legge speciale per Prato» attacca il leghista che prosegue sconfessando in pieno uno dei componenti della commissione, l’onorevole Idv Gabriele Cimadoro.
«Non è assolutamente vero che la commissione d’inchiesta abbia mai sostenuto la necessità di leggi speciali per Prato. Semmai è la rispettabile ma non condivisa opinione del collega Cimadoro espressa nel corso della conferenza stampa a titolo personale ma non condivisa dalla commissione».
Fatto sta che nessuno dei sei componenti la delegazione della commissione d’inchiesta (due Pd, una Udc, il leghista, una Pdl e Idv, appunto) ha avuto, in quell’ora di tempo dedicata ai media, nulla da eccepire alla “boutade” del collega. Bastava solo correggere la rotta.
«La situazione pratese in materia di contraffazione è certamente gravissima ma leggi esistenti - aggiunge - bastano e avanzano. Credo - continua - vada compiuto uno sforzo per aiutare le forze dell’ordine, già molto attive sul territorio, delle necessarie risorse umane e finanziarie. Non credo si possa liquidare la questione - conclude - con demagogiche proposte di legge, tanto tardive quanto fuorvianti».
La seconda precisazione, invece, riguarda la dura polemica degli industriali e dei rappresentanti di Rete Imprese Prato, esclusi dalla serie di audizioni perché protrattesi eccessivamente con istituzioni e forze dell’ordine.
Anche in questo caso è Fava a intervenire: «Sono sorpreso - dice in una seconda nota - e sinceramente anche un po’ infastidito dalle modalità della protesta inscenata dall’Unione industriali di Prato e da Rete imprese. Le rimostranze - continua - sono giustificate ma fino a uno certo punto. La loro audizione - sostiene il presidente della commissione - non è stata affatto annullata ma semplicemente rinviata visto che la commissione doveva rientrare a Roma per il voto di fiducia del decreto svuota-carceri».
Fava si scusa per l’inconveniente e assicura che non appena sarà riunito l’ufficio di presidenza della commissione verrà calendarizzata anche l’audizione delle forze economiche della città. «Non mi spiego però - conclude - le ragioni di questa polemica che giudico spropositata».
Sull’esito delle audizione interviene anche il movimento “Prato libera e sicura” che se la prende con i Pd Andrea Lulli e Ilaria Bugetti.
«I due - scrivono - di fronte alla reazione preoccupata della commissione non hanno parlato di altro che di propaganda e di follia. Questo è sufficiente - aggiungono - per capire su quale grado di appoggio politico all’interno del centrosinistra cittadino possano contare gli imprenditori del distretto parallelo». Proseguono citando il cambio di marcia impresso dall’assessore Milone e dalla giunta Cenni sulla “questione cinese” e concludono: «I cittadini di Prato lo sanno bene. E sanno anche che riconsegnare la città alla sinistra significherebbe fermare il processo di legalizzazione delle aziende cinesi per ripiombare nei bailamme dal quale i pratesi hanno scelto di uscire nel 2009 votando Cenni e liste civiche». Insomma pare che il movimento il cui leader resta Milone abbia appena avviato la campagna elettorale.
Tra le mille polemiche ancora in atto è Idv con un question time del capogruppo in consiglio comunale Aurelio Donzella a chiedere che il sindaco riferisca nella prima riunione dell’assise, su quanto esposto in audizione, sulle richieste e sulle proposte formulate in commissione.
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