Sicurezza
Il governo conferma i 16 milioni a Prato
Risposta positiva del sottosegretario Improta all’interrogazione di Riccardo Mazzoni ma parte il giallo delle date
PRATO
Ora il raddoppio della Declassata è davvero più vicino. Di quale tipo, se attraverso il viadotto o se con un sottopasso, si vedrà.
Ok ai fondi. Ieri alla Camera dei deputati il sottosegretario alle infrastrutture e i trasporti Guido Improta ha confermato l’impegno finanziario preso già dal governo Berlusconi di finanziare il raddoppio della Declassata al Soccorso, rispondendo all’interpellanza urgente presentata i primi di gennaio dal deputato Pdl Riccardo Mazzoni.
Un giallo. Un bel successo con un piccolo giallo. Perché Improta pur confermando l’attenzione al piano infrastrutturale di Prato - un pacchetto di 16 milioni complessivi - ha annunciato lo slittamento dell’intervento in quanto non sarebbe arrivato entro le scadenze prefissate, il piano dettagliato dell’opera. Un’affermazione che ha fatto saltare sulla sedia l’onorevole Mazzoni e l’assessore alle Grandi opere del Comune di Prato Filippo Bernocchi che ha seguito le procedure burocratiche assieme al dirigente delle Infrastrutture Lorenzo Frasconi e secondo i quali tutto è stato consegnato nei tempi giusti.
Un po’ di storia. Il raddoppio della Declassata doveva entrare nell’allegato infrastrutturale del documento di economia e finanza e quindi nella legge obiettivo - ministro del tempo era Altero Matteoli - grazie all’accordo quadro firmato dalla Regione Toscana con il ministero delle Infrastrutture ma in due tempi: il primo accordo è stato siglato tra Regione e ministero il 16 giugno 2011, il secondo, un allegato specifico sulle infrastrutture dell’area pratese di interesse dell’intera area metropolitana (Declassata, asse delle industrie, interporto, seconda tangenziale e tram-treno) è stato siglato il 3 agosto 2011. «La documentazione richiesta dal ministero - spiega l’assessore Bernocchi - l’ho personalmente consegnata alla struttura di missione del ministero il 13 settembre dell’anno scorso. Quindi entro i termini dei 60 giorni stabiliti nell’accordo». Unico progetto presentato a Roma: quello del viadotto (24 milioni). In effetti il Comune di Prato ha ricevuto nove giorni dopo, il 22 settembre, l’avviso di ricevimento dell’atto dal ministero, protocollato nella stessa data.
Un incontro col ministro.Per risolvere il giallo si sta muovendo Mazzoni. «La risposta del sottosegretario è stata soddisfacente - commenta - a questo punto chiederò un incontro al ministro per chiarire una volta per tutte questo balletto delle date. Da evitare che l’intervento slitti per l’inserimento al prossimo allegato al documento finanziario». Fissato già la per la prossima settimana al quale pareciperanno anche il sindaco Cenni e Bernocchi.
Un nodo cruciale. Così è stato definito da Mazzoni il cavalcavia al Soccorso che restringe le corsie della Declassata tra via Marx e via Nenni. «L’interpellanza - ha spiegato al sottosegretario chiede a che punto sia l’attuazione dell’accordo quadro e se venga confermato l’impegno finanziario per realizzare l’opera». Risposta affermativa. Il sottosegretario Improta ha ribadito la «strategicità dell’opera per il territorio interessato» ed ha assicurato che l’intervento verrà inserito nel prossimo documento finanziario. Ovvero non prima di sei mesi.
Viadotto o sottopasso. Tempi a parte ora ripartirà la discussione su quale progetto realizzare perchè se l’assessore Bernocchi è convinto che l’unica opera possibile e di minor impatto sia in viadotto, il sindaco sembra propenso a prendere in considerazione anche l’ipotesi del sottopasso, più costosa ma certamente preferita dai cittadini. Ma può un progetto che ha ricevuto un finanziamento pubblico cambiare in corso d’opera? Sì, secondo l’ex assessore all’Urbanistica Stefano Ciuoffo: «Non ci dovrebbero essere grandi difficoltà - spiega - ad impiegare il finanziamento, quando arriverà, anche per realizzare un’opera diversa da quella presentata al ministero. Non si tratta, infatti, di contributi ricevuti attraverso un bando che stabilisce criteri precisi».
Un parere sul sito. I cittadini che volessero esprimere la propria opinione sul tipo di progetto al Soccorso potranno continuare a farlo sul sondaggio pubblicato sul sito del Tirreno.
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