Sicurezza
Dai macchinari tessili alla stampa l’ascesa del “Bacciottini group”
I fratelli Valdemaro e Silvano alla guida dell’azienda fin dal 1973 ora sono pronti a lasciare il testimone alle figlie Mirka e Pamela. «Le crisi le abbiamo evitate puntando sulla diversificazione»
MONTEMURLO
«Le crisi le abbiamo evitate tutte, gli investimenti sono stati costanti e adesso siamo pronti pure per il ricambio generazionale». I fratelli Silvano e Valdemaro Bacciottini cominciarono riparando telai nel 1973, in capannone di 150 metri quadri e con un capitale di 30mila lire: quella che raccontano è la storia di chi ha saputo guardare avanti senza accontentarsi mai e balzando, grazie alle proprie competenze, dal tessile alla farmaceutica fino ad approdare al settore della stampa. «Fino al 1985 ci siamo occupati esclusivamente di vaporizzi per filati, per molto tempo siamo stati gli unici a Prato e così ne abbiamo venduti migliaia - racconta Silvano Bacciottini - ma alla prima flessione del mercato abbiamo cominciato a guardarci intorno».
E' una storia fatta di tappe serrate quella del Bacciottini Group. Nel 1985 si buttano infatti nel settore farmaceutico o, meglio, nella carpenteria di precisione per le macchine farmaceutiche. «Grazie alla collaborazione con la Libra di Calenzano siamo entrati nel mondo delle cabine asettiche e delle linee di lavaggio e sterilizzazione - spiegano - ed è questa collaborazione che ci ha portato alla Ima di Bologna». Nel 2008 i fratelli Bacciottini cedono il 30 per cento dell'azienda al colosso delle macchine automatiche per il confezionamento. «E' un'azienda quotata in borsa con 3500 dipendenti - spiega Silvano Bacciottini - un colpo di fortuna che assicura un futuro certo ai nostri figli e ai nostri dipendenti». Nel frattempo però non sono certo rimasti a guardare. Nel 1998, con una serie di investimenti, l'azienda di Oste si getta infatti nella progettazione e realizzazione di macchine cordonatrici e perforatrici per la stampa. Una ricerca che continua tutt'oggi, dopo che la produzione di una particolare cordonatrice che non sciupa la carta garantisce la vendita di 300 pezzi l'anno in tutto il mondo: Germania, Russia, Australia e America. Macchine progettate da Giacomo Gori, entrato in azienda nel 1986, e che da semplice responsabile interno è diventato da qualche tempo anche imprenditore. «Quello che conta sono le persone di cui di circondi - precisa i fratelli Bacciottini - conta la manodopera, quello è il patrimonio nostro e di ogni altra azienda. Così quando Giacomo Gori ci ha chiesto una parte delle quote abbiamo accettato subito». L'ultimo investimento del Bacciottini Group è stato l'acquisto di altri 500 metri quadrati di capannone in via dei Tintori, dove è stato approntato il reparto spedizioni. Con queste premesse, dopo quasi quarant'anni, Silvano e Valdemaro Bacciottini sono pronti a lasciare il timone. «Il ricambio generazionale è possibile solo se ci sono le persone giuste - spiegano - e le nostre figlie Mirka e Pamela lo sono».
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