Il Tirreno

Prato

Parte il progetto di piazza delle Carceri

di Barbara Burzi
Parte il progetto di piazza delle Carceri

Assemblea pubblica per presentare l’intervento: via gli alberi e 46 posti auto ma 11 saranno recuperati

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PRATO

L'assessore Caverni l'aveva promesso: «Prima di partire con i lavori, ne discuteremo con la città». Detto fatto. Il progetto di riqualificazione di piazza delle Carceri è stato presentato mercoledì sera in occasione di un'assemblea pubblica tenutasi alla Circoscrizione centro.

Purtroppo, poco partecipata, forse a causa del freddo, che non ha molto invogliato i cittadini a uscire di casa. Ma ci sarà una prossima occasione per dire la propria sulle proposte dell'amministrazione, in cui si discuterà più approfonditamente del verde e dell'illuminotecnica. Nel frattempo, l'assessore alla Mobilità ha annunciato che a marzo si darà il via ai lavori di pedonalizzazione di quella che è considerata una delle piazze della città più ricche di storia, per la presenza del Castello dell'Imperatore e della chiesa di Santa Maria delle Carceri.

Prima di entrare nel vivo del tema della serata è intervenuto anche l'assessore Giorgio Silli, che ha sollecitato i cittadini a inviare suggerimenti attraverso lo strumento della partecipazione. L'orientamento è ormai definito: mai più passaggi di auto fino al confine con viale Piave, via i parcheggi, gli alberi e prima o poi anche il monumento ai caduti che dovrebbe traslocare per lasciare spazio alla piazza per incentivare lo sviluppo di esercizi commerciali come caffè, bar e ristoranti. Il progetto è stato firmato dall'ingegnere Rossano Rocchi e dall'architetto Alessandro Malvizzo. Partendo da un principio di fondo: «Non si può progettare una piazza senza avere un'idea precisa di quelli che sono i luoghi più importanti», hanno detto.

Da qui l'idea di ispirarsi al motivo del quadrato della pianta della basilica e farlo diventare una specie di trama che delimiterà lo spazio pedonale. La pavimentazione? Si pensa di utilizzare la pietra Colombina o la pietra di Macigno «il tutto sgranato con materiali coerenti dal punto di vista cromatico - spiega l'architetto - in modo tale che salendo in cima al castello si percepisca una sorta di filigrana su cui s'innesta la direttrice del monumento che riacquisterebbe così la sua centralità». Tra le proposte fatte, anche quella di rivedere la posizione della scalinata: dritta e centrale, anziché due laterali. Via del tutto anche alberi e parcheggi. Temi, entrambi, che stanno particolarmente a cuore ai residenti del centro. «In tutto spariranno dalla piazza 46 posti auto - ha detto Caverni - di cui 11 saranno recuperati in via del Ceppo vecchio, i restanti tra via Dante e viale Vittorio Veneto ridisegnando a pettine le strisce attualmente in linea; altri ancora in piazza San Marco».

Al problema sollevato da un cittadino su come l'amministrazione pensa di ritrovare l'equilibrio del verde, Caverni ha garantito che saranno piantati altri alberi nelle vicinanze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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