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Quarto furto in due anni nella sede di Publiacqua

Quarto furto in due anni nella sede di Publiacqua

PRATO Qualcuno nella sede pratese di Publiacqua, in via Targetti, sta cominciando a fare battute sugli uffici trasformati in un bancomat, e a questo punto anche l’ironia, amara, è lecita. Quello...

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Qualcuno nella sede pratese di Publiacqua, in via Targetti, sta cominciando a fare battute sugli uffici trasformati in un bancomat, e a questo punto anche l’ironia, amara, è lecita.

Quello messo a segno la scorsa notte ai danni dell’azienda che porta l’acqua a migliaia di famiglie pratesi e non solo è infatti il quarto furto in poco più di due anni.

Furti tutti uguali che vanno a svuotare le casse dell’azienda e che non si ripercuotono sulle tasche dei contribuenti solo perché Publiacqua è assicurata contro tali imprevisti (ma anche il premio dell’assicurazione, probabilmente, sale e alla fine ce lo ritroviamo nella bolletta).

Stavolta i ladri non hanno puntato alla cassaforte, come le tre volte precedenti. Si sono dedicati alla cassa automatica che Publiacqua ha installato in via Targetti per eliminare o limitare le code agli sportelli. Secondo quanto accertato dalla polizia, i ladri hanno forzato una finestra che dà sugli uffici tecnici e di lì sono passati nella sala aperta al pubblico, dedicandosi alla forzatura della cassa automatica. Forzatura realizzata probabilmente con un flessibile.

Dentro hanno trovato il fondo cassa, cioè alcune migliaia di euro, oltre agli incassi di due o tre giorni lavorativi, forse altre migliaia di euro.

Il danno, come detto, non è preoccupante per un’azienda come quella di via Targetti, ma ormai sta diventando un vizio e bisognerà porvi rimedio.

Il primo furto della serie risale all’ottobre del 2009, quando furono forzate due casseforti e furono portati via 14.000 euro in contanti. Poi c’è stata una pausa fino al 12 maggio dell’anno scorso. In quell’occasione il bottino fu doppio perchéle casseforti forzate furono tre.

Scottati dall’esperienza, quelli di Publiacqua hanno installato delle telecamere di sorveglianza, che però non hanno impedito il terzo furto, il 23 giugno, con un bottino più misero perché erano stati lasciati meno soldi nel registratore di cassa e nella cassaforte che i ladri riuscirono a portarsi via.

Come quella volta, anche la scorsa notte i ladri, per non essere ripresi, hanno piegato le staffe delle telecamere e poi sono entrati negli uffici. La loro opera è stata facilitata dal fatto che di notte nella zona di via Targetti non passa nessuno. Il parcheggio è praticamente vuoto e la finestra forzata non si vede dall’esterno. Dunque hanno potuto lavorare con tutta la calma del mondo e anziché portare via la cassa automatica (sarebbe stata un’impresa) hanno preferito forzarla sul posto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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