Il Tirreno

Prato

Protesi a rischio: esami per 355 pazienti

di Giovanni Ciattini
Protesi a rischio: esami per 355 pazienti

L’Asl 4 sta inviando raccomandate a chi è stata impiantata un’anca usando il modello Asr di DePuy

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PRATO

Stanno per partire in questi giorni 355 lettere raccomandante indirizzate ad altrettanti pazienti che nel periodo 2006-2010 si sono sottoposti, all’ospedale Misericordia e Dolce di Prato o a Villa Fiorita, ad un intervento ortopedico che prevedeva l’impianto di una protesi all’anca che utilizzava il materiale prodotto dalla DePuy International, società inglese che ha sede a Leeds.

Era stata la stessa società, nel 24 agosto 2010, a comunicare al Ministero della Salute di aver sospeso la commercializzazione delle protesi ortopediche di sostituzione d’anca Asr e Asr XL, in quanto era stato riscontrato »un incremento del tasso di revisione chirurgica maggiore di quello atteso a cinque anni». Il timore era, ed è, che a causa di scollamenti di alcune componenti, ioni di cobalto e di cromo avrebbero potuto entrare nella circolazione sanguigna. Il ministero della Salute, dall’agosto 2010 ad oggi, ha rilanciato più volte quest’allarme sia alle strutture sanitarie che agli stessi medici affinché invitassero i propri pazienti a sottoporsi ad un programma di controllo ripetuto nel tempo per accertare la propria situazione.

La segnalazione del Ministero della Salute era indirizzata principalmente agli assessorati regionali alla Sanità che a loro volta hanno chiesto alle proprie Asl di avviare un censimento dei pazienti che si sono sottoposti nell’arco di tempo indicato all’intervento all’anca con protesi Depuy Asr. Le ultime raccomandazioni da parte del ministero risalgono al 7 novembre 2011 e al 24 gennaio scorso. In particolare alle strutture sanitarie veniva chiesto di comunicare alle Regioni e al distributore Johnson & Johnson Medical Spa la conferma dell’inizio del controllo, il numero delle revisioni effettuate e le ragioni cliniche della revisione chirurgica. Sotto la spinta di questa nuova sollecitazione l’Asl 4 ha censito tutti i casi pratesi (355, quasi la metà dei pazienti toscani) che saranno oggetto di questa operazione di verifica. In questi giorni stanno per partire delle raccomandate in cui verrà spiegata la situazione e sarà indicato un numero di telefono da contattare per prendere appuntamento per una visita ortopedica e per un esame radiografico. Nel caso in cui il medico lo riterrà necessario potranno anche essere richiesti un prelievo di sangue o ulteriori approfondimenti clinici. «Occorre precisare - spiega il dottor Joseph Polimeni, direttore dell’ospedale - che il fenomeno della metallosi, ovvero il rilascio di ioni nei tessuti e quindi nel circolo sanguigno, può provocare danni alla milza e nel fegato, ma questo può avvenire a distanza di molti anni. E’ quindi possibile che oggi non possa essere notata alcuna anomalia ma che, anche se le possibilità sono molto basse, questa possa verificarsi negli anni futuri. Da qui l’esigenza di controlli ripetuti nel tempo: una volta l’anno per cinque anni». Va chiarito, ed è stato lo stesso Ministero della Salute a precisarlo, che i pazienti possono avere un riscontro rivolgendosi al proprio medico o alla struttura sanitaria, che attraverso il registro operatorio dell’intervento chirurgico di impianto, sono in grado di fornire la risposta. Va detto, inoltre che la DePuy si è dichiarata disponibile a farsi carico dei costi degli esami e dei nuovi interventi chirurgici che potrebbero rendersi necessari.

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