Il dolore
Lulli: «Solo propaganda». Bugetti: «Follie»
Non piace ai due esponenti democratici la proposta avanzata dai commissari romani
PRATO
Andrea Lulli, deputato Pd, componente della commissione parlamentare d’inchiesta contro la contraffazione, cade dalle nuvole. Era assente dalle audizione fatte ieri dalla delegazione romana arrivata a Prato perché nominato nella commissione che sta predisponendo gli emendamenti al pacchetto Monti su lavoro e privatizzazioni e mai si sarebbe aspettato, che al termine dei colloqui con rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni, la commissione della quale fa parte chiedesse una legge speciale per Prato.
«Ma di che si sta parlando? - è il suo commento - Le leggi speciali si chiedono per Venezia perché sta sprofondando, ma non per Prato che non ha di certo di requisiti minimi indispensabili».
Lulli dice di essere d’accordo sulla necessità di rivedere la normativa che regolamenta i money transfert: «Ma di un miliardo di euro partito da Prato - spiega -non ho mai sentito parlare. Le quantità di denaro di cui si parla non riguardano solo attività locali. C’è un’indagine in corso ma è evidente che la massa di contante proviene anche da molto lontano». «Bisogna smettere - conclude Lulli - di fare propaganda e cercare di governare i fenomeni puntando sull’integrazione perché solo così si sconfigge l’illegalità».
Su di giri anche la segretaria provinciale Pd Ilaria Bugetti.
«Se Prato vive una situazione così grave come quella dipinta dalla commissione parlamentare - commenta - allora è meglio che la sicurezza venga sottratta all’assessore Milone visto che non può essere in grado di affrontarla. Sarebbe comunque gentile - aggiunge - che qualcuno ci facesse sapere qualcosa».
Anche Bugetti boccia la proposta di una legge speciale per Prato: «Ma si scherza davvero? Non hanno fatto una legge speciale per Scampia a la chiediamo per la nostra città? Semmai - conclude - la richiesta da fare è quella di rinforzi per quanti sono preposti davvero alla tutele della sicurezza: forze dell’ordine e quando d’altro».(c.o.)
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