La manifestazione
«Abusi al campo nomadi e il Comune li tollera»
L’accusa del consigliere Ulivi: si sono limitati a cambiare il regolamento dopo il sopralluogo della polizia municipale che aveva segnalato le irregolarità
MONTEMURLO
Roberto Ulivi, capogruppo de “La Destra” in consiglio comunale, torna a puntare il dito contro la residenza sinti di via Prato.
«La municipale ha evidenziato delle costruzioni abusive nella residenza di via Prato – spiega - cose che da regolamento dovrebbero significare la revoca della residenza, ma invece di applicare le norme il Comune ha pensato bene di cambiare il regolamento». Dopo tutte le polemiche sull'ingresso non autorizzato dello scorso giugno, quando prima dell'inaugurazione ufficiale i sinti presero possesso delle nuove strutture, ecco arrivare un'altra accusa, ben più precisa dell'altra.
In via Prato sono sorte negli ultimi tempi alcune piccole costruzioni in legno, di quelle prefabbricate, che vengono utilizzate come cucina o come veranda. «Come i capannoni vengono messi sotto sequestro sulla base di un regolamento, allo stesso modo dev'essere gestita la residenza sinti – aggiunge Ulivi – Esiste cioè un regolamento approvato da tutti che in questo caso non solo non è stato applicato ma è stato pure modificato per permettere la presenza delle costruzioni abusive».
L'ex senatore scandisce in un'interrogazione appena redatta le tappe in cui si sarebbe tradotta tutta la vicenda. Prima l'articolo 7 del regolamento approvato nel dicembre 2010, quello in cui si dispone la revoca dell'assegnazione della piazzala, tra le altre cose, per chi si rende colpevole della costruzione di strutture abusive. Quindi i rapporti della polizia municipale, uno del 29 settembre scorso e un altro del 18 ottobre 2011, che evidenziano con tanto di foto a corredo la presenza di strutture abusive all'interno della residenza che ospita una quarantina di montemurlesi di origine sinti. E poi, infine, la delibera 181 del 10 novembre 2011 con la quale la giunta predispone di elaborare una modifica al regolamento che permetta l'auto costruzione di manufatti come le piccole case in legno già esistenti.
«I sinti non hanno rispettato il regolamento e il Comune invece di sanzionarli com'era in suo dovere ha deciso di modificare il regolamento: è una cosa senza senso perché le leggi vanno rispettate e fatte rispettare – conclude Ulivi – E' anche un sistema profondamente sbagliato ed è per questo che chiederò al Comune, visto che si fa un gran parlare di trasparenza degli atti, di trasmettere tutti gli atti alle autorità competenti per evitare che siano costretti a farlo i consiglieri comunali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
