La manifestazione
Mamma Barbara s’è inventata un lavoro
Disoccupata da tre anni, ha aperto un negozio virtuale per la vendita di capi d’abbigliamento in lana che lei stessa realizza all’uncinetto
PRATO
Metti una giovane mamma con una laurea e due diplomi in tasca, due bimbe piccole da tirare su, una casa da mandare avanti e un lavoro che trovare è un'impresa.
Il suo sogno? Aprire un'attività per conto proprio, magari guadagnare stando seduti sul divano e tenendo così sott'occhio le sue piccole. E, miracolo, ci riesce grazie a Internet. Così la 35enne Barbara Preti, "pratese del Soccorso" (come ama presentarsi) e trasferitasi per amore in Val Bisenzio, s'è reinventata un mestiere, trasformando un hobby trasmesso dalla nonna - la lavorazione a uncinetto - in un'opportunità. Ex insegnante di ginnastica ed ex maestra d'asilo, da un mese si è lanciata nell'avventura di un negozio virtuale con tanto di marchio registrato in Camera di commercio - "I sogni di Barbara" (www.isognidibarbara.it) - e iscrizione all'albo degli artigiani.
Le sue creazioni artigianali realizzate a uncinetto, ai ferri e con la stoffa, quelle che prima formavano solo un passatempo, sono finite così su una vetrina on line che costituisce un negozio a tutti gli effetti, solo che i modelli (dall'abbigliamento donna a quello per bambina, dagli accessori per la casa alle maschere di Carnevale) corrono sul filo della rete. E basta un click per far arrivare l'ordine a casa. Ordini che piano piano s'affacciano sulla casella della posta elettronica di Barbara, grazie anche al passaparola e alla diffusione sui social network.
«Mi hanno già chiesto un set di grembiule e capello da cuoco pitturato tutto a mano, oltre a un paio di pantaloni in velluto con una richiesta di personalizzazione sul cinturino in vita», raccontata tutta soddisfatta la giovane donna. Dal produttore al consumatore, insomma. E pensare che a mamma Barbara il colpo di genio era venuto un anno fa davanti alla televisione mentre, insieme alla figlie di 3 e 5 anni, seguiva un film su Barbie, intitolato "La magia della moda".
«Mamma, quello è il tuo lavoro», le dissero le piccine mentre scorreva l'immagine di una signora con un gomitolo. Ferri di uncinetto, ferri di un mestiere che Barbara non aveva mai praticato a livello professionale.
«Allora ho iniziato a guardare con occhi diversi ciò che normalmente facevo per hobby. I presupposti c'erano tutti, grazie anche a un corso di ricamo che avevo seguito in passato. Pensavo a un lavoro su misura e il marchio l'ho preparato da sola».
Per Barbara il mondo dei computer non ha mai avuto segreti. Diplomata in ragioneria, ha poi proseguito all'università laureandosi all'Isef. Nel frattempo la vita le aveva fatto conoscere l'amore coronato dal matrimonio.
«Il lavoro in palestra m'impegnava molto negli orari serali. Tra quello e la famiglia ho scelto quest'ultima». Intanto Barbara si è riscoperta in dolce attesa: la gravidanza non le ha tolto la voglia di tornare a scuola dove si è diplomata nuovamente come maestra d'asilo, per seguire poi un corso accreditato dalla Regione in progettista in ambito socio-educativo. Nasce la prima figlia e la giovane mamma si ricolloca come maestra in un asilo nido pratese.
«Quando ho scoperto di aspettare il secondo figlio, ero vicina alla scadenza del contratto. Fui corretta con il datore di lavoro, confidando nel fatto che per l'ambiente in cui lavoravo venisse spontanea una certa tutela dell'istinto materno. Mi sbagliai. E mi ritrovai a piedi. L'amara verità è che o le donne fanno finta di essere uomini o perdono il lavoro».
E così Barbara, per tre anni ha dovuto appoggiarsi sul solo stipendio del marito, titolare di una piccola ditta edile. «Magari un giorno, se il negozio su internet va bene, posso pensare di aprirne uno vero. E c'è da giurare che assumerò con me donne dando loro la possibilità di portare i figli con sé al lavoro».
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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