Il Tirreno

Prato

«Il “cencio” del 21° secolo l’ho trovato su Internet»

di Maria Lardara
«Il “cencio” del 21° secolo l’ho trovato su Internet»

Tempestini racconta come in soli sei mesi si è inventato un lavoro come “community manager” col suo VisitPrato investendo 35 euro

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PRATO

Li considera i 35 euro meglio investiti negli ultimi 24 anni, ovvero i suoi. Giovane sì ma già parecchio avanti per cavalcare l’onda del Web 2.0 e fiutarne tutte le potenzialità di business legate alla comunicazione virtuale, tanto che otto aziende fiorentine del settore turistico si affidano a lui per curare le loro pagine di social network.

Ma partiamo dall’inizio. Dalla storia di un giovane comunicatore pratese di Coiano, lo studente del corso di laurea in media e giornalismo che viaggia con l’Ipad fisso sotto il braccio e prende sul serio il lavoro del community manager come quello del social network manager. Lo stesso che il 31 agosto scorso aveva in tasca 35 euro quando, di ritorno dalle vacanze, decise di comprare dominio e hosting per aprire un portale on line di turismo.

Obiettivo raggiunto: si chiamava (e si chiama) www.visitprato.it. A Luca Tempestini quel “gioco” ha fruttato contatti sulla rete come i circa 600 “follower”, utenti che lo seguono dal pianeta Twitter, e le oltre 4mila persone del popolo di Facebook che hanno cliccato su “mi piace”. E VisitPrato, sbarcato su Twitter, Facebook, Vimeo, Foursquare, Google Plus (oltre a essere ottimizzato per iPhone e Smartphone), dove interagisce con centinaia di utenti e aggrega persone su piazze virtuali, a conversare di turismo come di altro (cibo, cronaca e problemi di tutti i giorni), suona come una scommessa per il futuro di una città che ha bisogno forse di ripensarsi sotto il profilo della comunicazione.

Per questo è entrato nella rosa dei progetti selezionati e presentati sul palco di “Comunicare è Futuro”, l’iniziativa promossa il 28 gennaio scorso dalla Fondazione Museo del Tessuto che ha riscosso tanto successo. Con i social network si fa impresa.

Che Tempestini abbia avuto sempre un debole per i numeri era chiaro dai tempi in cui frequentava ragioneria (ha studiato all’istituto Dagomari). Babbo ragioniere e mamma operaia in una ritorcitura, il giovane con un cognome che più pratese non si può ha nel suo dna l’amore per il tessile e le tecnologie. Ma fare solo il programmatore, ovvero come agire dietro le quinte creando interfaccia per i siti web, a Luca non bastava. In fondo, l’idea di creare una community dedicata ai cittadini pratesi è figlia di queste radici.

«In fin dei conti una generazione di imprenditori ha fatto i miliardi con i cenci investendo nel loro riutilizzo. Con “VisitPrato” – ironizza Tempestini - ho trovato il mio cencio da riutilizzare». Instancabile navigatore sul web, Luca non strizza solo l’occhio ai nuovi linguaggi della comunicazione.

«Con i social network – si dice convinto - si può fare impresa». Ed è quello che sta cercando di far capire a alcuni imprenditori fiorentini, per i quali forma il personale in azienda in modo da trasformare l’utilizzo dei social network in strumento di marketing aziendale efficace. Un format esportabile fuori dalla Toscana. “Visit”, non a caso.

«Perché la maggior parte dei portali di turismo all’estero – spiega Luca - iniziano con questa parola». Il workshop al museo del Tessuto di dieci giorni fa è diventato la vetrina giusta per promuovere il suo progetto di marketing territoriale. «Progetto – precisa - che rappresenta solo uno start up. Lavoro molto su Firenze ma è da tempo che volevo fare qualcosa per la mia città». Una bussola per conoscere i luoghi storici da scoprire su Prato e provincia, ma anche notizie sui principali eventi culturali in città, addentrandosi anche nei locali notturni che animano la movida giovanile. E visto che è stato lanciato su “Foursquare”, il più famoso social network di geolocalizzazione, e su “Instagram”, un'applicazione gratuita di condivisione foto su molti social network (qualcosa come 15milioni di utenti: VisitPrato è stata una delle prime pagine aziendali a essere creata), qualcuno ci ha buttato l’occhio.

«Questo è un format che aggrega persone, crea flussi di notizie. Fuori dalla Toscana sono già stato contattato da alcuni consorzi interessati a riprodurre un contenitore simile con finalità sempre turistiche. Prato nasconde un potenziale spesso lasciato nell’ombra – sottolinea Tempestini - Internet potrebbe diventare il traino di questa città in ogni settore. E VisitPrato nasce come modello di cosa si possa fare in rete».

Per aggiornarne i contenuti, il giovane social media reporter impiega otto ore alla settimana. L’emergenza neve diventa “social”. Non solo turismo ed eventi. Da un hashtag (#neveprato) creato attraverso un tweet di VisitPrato, nell’arco degli ultimi tre giorni funestati da neve, gelo e vento, in città si è creato un flusso ininterrotto di informazioni scambiate in rete dalla community, sulla situazione sulle strade ghiacciate e sui ritardi dei treni. E pensare che a Firenze ha provveduto il Comune (presente su Twitter, a differenza di quello di Prato), insieme alla Protezione civile, a impostare l’hashtag #firenzeneve per fronteggiare l’emergenza anche su un social network come Twitter. Come un ghost writer.

Da social media reporter, a soli 24 anni Luca ha un curriculum di tutto rispetto grazie anche alle collaborazioni passate con Fondazione Sistema Toscana (è lo stesso che organizza il festival della Creatività alla Fortezza) e, attualmente, con una serie di web agency fiorentine. Ma lui non ama fare i nomi dei suoi “committenti”, sentendosi un po’ come un “ghost writer”, visto che c’è il suo zampino dietro i pacchetti gestiti attraverso le pagine dei social network di alcuni brand turistici di Firenze.

«Il mio sogno è mettere in piedi un’agenzia di comunicazione integrata», confessa Luca. Uno che non disdegna certo la lettura di cinque quotidiani a mattina, locali e nazionali, sfogliandoli in versione non cartacea, ma elettronica. La mania del web ormai l’ha contagiato. «Il mio lavoro attuale – chiarisce - consiste in un ibrido fra il sociale network manager e il community manager». Un blog tour a Prato. L’ha sperimentato a settembre scorso a Capoliveri e l’avventura gli è piaciuta. Luca, come altri blogger (molti “food blogger”), era stato invitato a una festa dell’uva paesana all’isola d’Elba: un’esperienza “live”, raccontata in tempo reale attraverso le colonne di blog, Facebook e Twitter.

Un blog tour che, in un’ottica di promozione turistica, Luca vedrebbe bene realizzato anche a Prato, coinvolgendo un gruppo d’imprenditori disposti a investire su un progetto del genere, come strumento innovativo di promozione turistica e culturale. «Magari legandolo al ciclo della filiera tessile da monte a valle, dal tessuto al capo finito, e raccontandolo così in tempo reale». E VisitPrato, perché no, potrebbe seguirlo in diretta. I “social” impazzano a Prato. Tempestini lo fece notare sul suo blog quando all’epoca infuriava la polemica fra Comune e Provincia a proposito del servizio di Wifi all’interno del Metastasio. «Stare su internet non è fare innovazione», scriveva Luca ai primi di novembre del 2011. Quella che abbiamo di fronte in provincia è una realtà che corre sempre più veloce e bene si districa nella giungla del Web 2.0 (quello interattivo). «Sono 400mila gli utenti iscritti a Facebook e circa 600 gli account su Twitter». Se fosse vero, considerando che in provincia di Prato vivono circa 250mila persone, significherebbe allora che gli account a testa di ogni iscritto su Facebook sono più di uno? «I dati da me conteggiati in modo empirico – fa notare Luca - non tengono conto dei confini esatti della provincia, ma il punto di analisi si estende anche in zone limitrofe come Agliana e Campi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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