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Prato

«Apriamo la città alle idee di chi ci è nato e cerca un modo per non dover scappare»

«Apriamo la città alle idee di chi ci è nato e cerca un modo per non dover scappare»

Una riflessione sul futuro della sua città a Luca Tempestini gli viene dal cuore, da pratese che ama la realtà in cui vive ed è nato. «Ogni anno in Toscana, soggiornano milioni di turisti, ma quanti...

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Una riflessione sul futuro della sua città a Luca Tempestini gli viene dal cuore, da pratese che ama la realtà in cui vive ed è nato.

«Ogni anno in Toscana, soggiornano milioni di turisti, ma quanti di questi conoscono Prato? Certo, se le televisioni americane vengono a Prato solo a riprendere i blitz nei capannoni cinesi…».

Il contributo in termini di idee che Luca Tempestini ha portato dal palco di "Comunicare è Futuro" muove dalla fotografia che di Prato scattano all'estero. In particolare, il New York Times, raccontava così la città nel 2008: "Prato is a city few Americans visit, and it's a shame". Tradotto: è un peccato che Prato sia visitata da così pochi americani.

«Apriamo la città alle idee di chi è nato e sta crescendo qui. E cerca un modo per non dover scappare altrove per un lavoro. A Prato abbiamo tante eccellenze, dobbiamo imparare di più a fare rete, sfruttando - perché no - anche le potenzialità di internet».

Sono concetti che vengono espressi da tempo, di fronte al declino del tradizionale settore tessile, ma non sono molti quelli che li mettono in pratica. Luca Tempestini è uno di questi.

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