Il dolore
Longo: «Impotenti davanti ai banditi»
Il presidente della Camera di commercio dopo la drammatica rapina in villa. La moglie critica i Vigili giurati
PRATO
«Di fronte a una cosa come questa ti senti impotente, siamo ancora tutti scossi». Carlo Longo, presidente della Camera di commercio ha appena finito di parlare coi carabinieri che indagano sulla rapina compiuta la scorsa notte nella sua villa di via della Torretta, alla Castellina, e si interroga su come ci si difende da assalti di questo tipo. «Ci dobbiamo comprare tutti una pistola? No, diventerebbe il Far West».
La pistola ce l’avevano i tre banditi che poco prima delle 20 hanno dato l’assalto alla villa, e quando se ne sono andati ne avevano due, perché la seconda l’hanno presa a un vigile giurato che ha risposto all’allarme anti-rapina ed è stato disarmato.
«Non ha fatto bene il suo mestiere - si lamenta ora la moglie danese di Longo - Ha solo peggiorato le cose».
«Hanno chiamato diverse volte al telefono mentre eravamo in casa coi banditi - aggiunge il figlio - Poi la guardia è arrivata con la macchina fin sotto casa e ha suonato il campanello. Logico che poi lo abbiano disarmato».
In base alla ricostruzione fatta dai carabinieri sulla base delle testimonianze, i tre banditi, tutti vestiti di nero e col volto coperto dal passamontagna, hanno aspettato che la moglie di Carlo Longo tornasse a casa dopo aver superato il cancello e aver percorso il viale di accesso. Appena scesa dalla macchina le hanno puntato la pistola alla testa e l’hanno costretta a entrare. In casa c’era il figlio con la fidanzata, che si preparavano a uscire.
La madre ha avuto il sangue freddo di schiacciare il bottone di un telecomando che aveva in tasca, l’allarme anti-rapina collegato coi Vigili giurati. Intanto il figlio e la fidanzata sono stati legati con nastro adesivo e fascette di plastica. La signora invece è stata portata al primo piano da due dei rapinatori, che le hanno intimato di aprire la cassaforte. La donna però era molto agitata e non ci riusciva. Per questo l’hanno colpita alla testa col calcio della pistola. Solo un graffio per fortuna.
E’ stato in quel momento che all’esterno della casa è arrivato il vigile giurato. I due banditi che erano di sopra sono scesi e mentre il complice rimaneva in casa, hanno colto di sorpresa il vigilante e l’hanno disarmato della sua pistola 9x21. A quel punto però era questione di minuti prima che dalla centrale operativa ne mandassero altri. Irapinatori hanno così legato i quattro ostaggi, hanno arraffato quello che era a portata di mano (300 euro, due telefoni cellulari, un orologio) e se ne sono andati.
Gli ostaggi sono riusciti a liberarsi da soli dopo qualche minuto e hanno chiamato i carabinieri, che sono arrivati in forze insieme ad altre pattuglie dei Vigili giurati e a Carlo Longo.
Mentre un’ambulanza si prendeva cura della signora, i militari hanno raccolto le prime testimonianze. Secondo queste ultime, uno dei banditi sarebbe sicuramente italiano, mentre gli altri due parlavano con un accento dell’Europa dell’est. Altro di loro non si sa.
«Da tempo non capitava una rapina in villa come questa» confessa un investigatore. Un colpo studiato a tavolino e che deve aver richiesto anche un sopralluogo. Ma che è sostanzialmente fallito, perché i rapinatori non puntavano certo agli spiccioli. Volevano la cassaforte, ma l’intervento del vigile giurato, seppur criticato dalla padrona di casa, ha indirettamente fatto sì che il piano andasse a monte.
«Mia moglie e mio figlio sono stati bravi a mantenere la calma» dice Longo. E la sua unica consolazione.(p.n.)
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