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Consiglio comunale La maggioranza è immobile Ero presente al Consiglio comunale sulla discussione per la mozione di sfiducia al sindaco Cenni. La prima cosa che mi ha impressionato è stato trovarmi...

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Consiglio comunale

La maggioranza

è immobile

Ero presente al Consiglio comunale sulla discussione per la mozione di sfiducia al sindaco Cenni. La prima cosa che mi ha impressionato è stato trovarmi di fronte alla figura di Cenni che sembrava un uomo solo, assediato più dalla sua maggioranza che dell'opposizione, mi ha fatto una grande tristezza.

L'esisto del risultato era scontato, gli interventi della maggioranza sono stati privi di qualsiasi argomento politico, uno spettacolo deludente e mortificante per la vera politica, una sconfitta di questa maggioranza che ha dimostrato ancora una volta di non capire le vere esigenze e i veri di Prato, una città che è rimasta ferma alle elezioni del 2009.

Negli interventi della maggioranza non ha colto segnali di difesa nei confronti del sindaco, sulle sue vicissitudine giudiziarie, ma piuttosto di difesa della propria poltrona. Sembravano quei soldati che difendevano il proprio fortino con i coltelli fra i denti, pensando più alla propria pelle che a salvare il forte.

La vera sconfitta di questa maggioranza è quella di non aver fatto nulla in questi anni, sono rimasti immobili senza dare risposte alle vere emergenze della città, senza rendersi conto che a rimetterci sono solo i cittadini, quei cittadini che ho tanto sentito evocare sia negli interventi dei consiglieri di maggioranza che dalle urla dei supporters presenti in aula.

L'ultima nota deludente (e non poteva essere altrimenti) è stata l'intervento di qualche assessore che non ha mai parlato di politica ma ha rivolto solo ingiurie e accuse a persone perbene, senza rendersi conto dei danni che hanno fatto e che continueranno a fare . Questo è il grado di politica che sono stati capaci di offrire alla città, una politica scarsa e priva di qualsiasi speranza che qualcosa possa cambiare; siamo sul precipizio di un burrone e solo la provvidenza può salvarci.

Giovanni Mosca

CONSUMISMO

La bramosia

dell’acquisto

L'avete presente gli autoscontri per cui da ragazzi salivamo per divertirci ai luna park?

Cose uguali li vediamo tutte le volte che andiamo ai supermercati, la differenza è nel fatto che il guidatore è fuori e il veicolo è il carrello. Gente che viaggia senza guardare la direzione ma sempre con gli occhi volti da altra parte.

Gente presa dalla bramosia di arrivare prima dell'altro a prendere l'oggetto preso di mira. Bambini che stanno dentro il cestello con la mamma che lo guida parlando col bambino ma con gli occhi rivolti verso gli scaffali.

Carrelli pieni e stracolmi come se fosse in atto un attacco imminente del nemico e che per mesi non troveremo più nulla da mangiare e da bere. Con tutto questo comprare, consumare,ricomprare e riconsumare e poi gettare il tutto nei rifiuti, penso che le centrali nucleari per produrre tutta questa energia,che gli inceneritori, termovalorizzatori e piroinceneritori, siano infrastrutture che debbono essere fatte senza tentennamenti. Non perché sono efficaci e risolutivi ma perché noi ce li meritiamo e sarebbe logico installare tali opere necessarie nei centri abitati. Non c'è nulla da fare,il male voluto è sempre poco.

Massimo Castellari

8 marzo

Non c’è niente

da festeggiare

Sono profondamente indignata e addolorata come donna per la sentenza emessa dalla Corte di cassazione: da ora in poi i componenti del branco che hanno costretto una ragazzina a salire su un'auto portandola in una zona di campagna e violentandola a turno tornano liberi.

Questa sentenza si va ad aggiungere ad un'altra decisione da parte della Corte di cassazione che nel 2009 si pronunciò con delle attenuanti nei confronti di stupratori che avevano violentato una ragazza rea, a parere della Cassazione, di aver indossato jeans troppo attillati che risaltavano le forme e avevano "indotto" gli aggressori ad abusare di lei.

Esprimo solidarietà e ammirazione per tutte quelle donne che hanno trovato il coraggio e la forza di denunciare la violenza subita ma dobbiamo intervenire con forza affinché queste sentenze non arrestino la loro legittima aspirazione alla libertà e alla giustizia per se stesse e per i loro figli.

Cristina Sanzò

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