Sicurezza
La neve fa bene, il ghiaccio guai Piante e animali in sofferenza
La Vab ha soccorso un allevatore di capre di Vernio che non sapeva come abbeverare le bestie L’allarme del geologo: «Probabili effetti negativi sulla stabilità dei terreni delle nostre montagne»
di Alessandra Agrati
VAIANO
Sotto la neve il frumento, ma sotto il ghiaccio solo guai. Le basse temperature che hanno colpito la val di Bisenzio comprometteranno di sicuro il raccolto delle olive della prossima stagione, mentre i primi effetti negativi saranno visibili molto primi nei boschi. «La neve - spiega Maurizio Fantini della Coldiretti Firenze-Prato- generalmente porta beneficio all'agricoltura in quanto permette al terreno di assorbire lentamente l'acqua arrivando anche più in profondità. Purtroppo però, se unita a temperature molto fredde crea un effetto negativo perché ghiaccia sui rami». Se poi la colonnina di mercurio resta per diversi giorni sotto lo zero la situazione si complica ulteriormente: «Le piante più giovani - spiega Fantini - sono sicuramente più a rischio, perché meno temprate. Un discorso a parte va fatto per il castagno; spesso sul tronco ci sono delle fessure, se il ghiaccio si infiltra può danneggiare irrimediabilmente la pianta, che in questi tempi è indebolita dalla presenza del cinipide». A rischio anche i numerosi boschi che ricoprano la vallata; il freddo potrebbe far cascare qualche albero, che dovrebbe essere immediatamente rimosso e sostituito con una nuova pianta. «A preoccuparmi - continua Fantini - anche la situazione degli animali, il freddo fa gelare l'acqua e quindi impedisce di dissetarsi». Un problema che si è verificato a Vernio. Attilio Ruggia ha 150 capre che non riescono a bere perché l'acqua nelle cisterne si è ghiacciata. «Ho chiamato la Vab - spiega l'allevatore - in quanto la mia strada per 200 metri è completamente ghiacciata e non mi posso muovere e sto per finire il fieno. L'acqua resta un problema, non si scongela neppure con il fuoco». A soffrire non è solo la pastorizia e l'agricoltura, ma anche la struttura morfologia dell' intera valle. «L'equilibrio delle forze che mantiene stabile una pendice - spiega Alberto Tolomei geologo e consulente per il comune di Vaiano - dipende sia dalla quantità di acqua del substrato che fa variare la coesione generale del terreno sia dallo stato di salute della vegetazione. Il periodo di siccità che stiamo vivendo senza dubbio avrà come effetto una ripresa dei movimenti franosi al sopraggiungere delle piogge primaverili che troveranno un terreno secco, poco ricettivo, dove le acque di precipitazione si concentreranno nelle crepe e fratture superficiali per raggiungere repentinamente il substrato sottostante. Già da ora occorre intervenire sulle opere di regimazione idraulica e sulla funzionalità del reticolo idrografico per assicurare il corretto deflusso delle acque».
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