Il Tirreno

Prato

«Il Piano neve ha funzionato. E bene»

 «Il Piano neve ha funzionato. E bene»

L’assessore Mondanelli e il responsabile della Protezione civile Brachi spiegano come è stata gestita l’emergenza

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di Giovanni Ciattini

PRATO

Aspettano a cantare vittoria, ma certo l’impatto che la città ha avuto con la neve e il ghiaccio di questi giorni, non ha niente a che vedere con quello del fatidico 17 dicembre 2010. L’assessore comunale Dante Mondanelli e il responsabile della Protezione civile, Sergio Brachi non hanno ancora allentato la tensione, tutt’altro, (dormono, come si dice, con un occhio aperto) ma sono entrambi convinti che la macchina organizzativa, e l’intera cittadinanza nel suo complesso, abbiano fornito una risposta più che positiva. Niente strade bloccate ed ingorghi pazzeschi, niente bus fermi. Le telefonate di protesta, informa Brachi, sono state pochissime, segno che i disagi sono davvero limitati. Niente a che vedere, insomma, con quanto è accaduto a Trenitalia, Enel e Publiacqua. Assessore Mondanelli, che cos’è che stavolta ha funzionato? «Tutto l’insieme - risponde l’assessore con delega alla Protezione civile - a partire dalla perfetta lettura delle previsioni del bollettino meteorologico regionale. Nella nostra zona era prevista un’abbondante nevicata e noi ci siamo preparati in tempo adottando tutti gli accorgimenti previsti dal nuovo Piano neve. Inoltre occorre aggiungere che i nostri mezzi si sono potuti muovere agevolmente in quanto le strade, essendo nevicato di notte, erano libere. L’ultima volta invece le autostrade erano bloccate, le Ferrovie non facevano circolare treni e le scuole erano aperte: insomma era difficile poter intervenire per rendere praticabili le strade vista la quantità di mezzi in movimento. Stavolta ci siamo mossi in tempo adottando le misure necessarie: la chiusura delle scuole e l’ordinanza che impone l’obbligo di catene a bordo o le gomme da neve. I nostri mezzi spargisale hanno poi battuto a tappeto la città soffermandosi nei luoghi più a rischio: le svolte di Figline, ad esempio, sono state passate e ripassate più v olte».

Soddisfatto Mondanelli, più che contento il responsabile della Protezione civile, Sergio Brachi, raggiunto al telefono proprio mentre in auto sta percorrendo le famose svolte di Figline. «Ora ci può passare anche una 500 senza catene - assicura Brachi - tanto questo tratto di strada è stato battuto dagli spargisale». A giudizio di Brachi sono diversi i fattori che hanno contribuito a ridurre al minimo i disagi. «Al primo posto - spiega - metterei la perturbazione che arrivata di notte, quando la gente era in casa dando così modo a noi di muoverci liberamente. Al secondo posto ci metto la risposta stupenda fornita dai pratesi. I cittadini hanno limitato al massimo l’uso della loro auto e chi l’ha presa ne ha fatto un uso coscienzioso andando piano. E poi c’è il Piano neve adottato dal Comune che trova il suo punto di forza in due aspetti: l’ampliamento del parco mezzi di cui oggi disponiamo, 12 lame e 12 spargisale, e la loro dislocazione nelle varie zone della città due ore prima della nevicata in modo da poter entrare in azione appena ce ne fosse stato bisogno». Spalaneve e spargisale erano affidati in parte ad Asm , in parte a ditte convenzionate con Asm e alla Vab e ai volontari del Centro di Galceti. Emergenze vere non ce ne sono state. A Canneto, però, la Protezione civile ha provveduto a rendere percorribile la strada che comunicava con una casa dove vive una donna in stato interessante. «Altrimenti - chiarisce Brachi - se ce ne fosse stato bisogno l’ambulanza non sarebbe potuta arrivare». Sulla questione del sale, che ha creato un po’ di arrabbiature fra i pratesi (tutti lo vorrebbero lungo il proprio tragitto quotidiano), Brachi si sofferma volentieri. »Fino a venerdì sera abbiamo sparso 130 tonnellate di sale. Altri 150 tonnellate sono nei magazzini pronte all’uso. Direi che non ne abbiamo lesinato né che lo abbiamo sprecato. Dove ce n’era bisogno è stato usato. Occorre anche aggiungere che in questo giorni ha soffiato un forte vento che spesso lo ha spazzato via rendendo in parte inutile il nostro passaggio. La salatura di mille chilometri di marciapiedi (le strade sono 640 chilometri) è praticamente impossibile. Bisogna dire che tutti dovrebbero fare la propria parte, senza dimenticare che c’è un’ordinanza che impone ai frontisti l’obbligo di pulire il proprio marciapiede.Ma anche in piazza S. Maria al Castello, dove venerdì è caduto un anziano, noi siamo passati almeno quattro volte. Fatto sta che tutto non si può fare». Interviene l’assessore Mondanelli: «Forse in queste giornate di gelo e ghiaccio per le strade, soprattutto gli anziani, farebbero bene ad uscire di casa solo quando è strettamente necessario». Il peggio allora è passato? «Aspettiamo a dirlo. La perturbazione continuerà finoa martedì. Noi siamo sempre in preallarme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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