Sicurezza
Una segnalazione anonima e una croce accanto ai resti
PRATO Fu una segnalazione anonima, il 13 luglio del 1996, a portare i carabinieri a Poggio Alto, quasi mille metri, tra Montale e Cantagallo, dove furono trovati i resti umani. Accanto alle ossa,...
PRATO
Fu una segnalazione anonima, il 13 luglio del 1996, a portare i carabinieri a Poggio Alto, quasi mille metri, tra Montale e Cantagallo, dove furono trovati i resti umani. Accanto alle ossa, coperte da un sottile strato di terra, qualcuno aveva messo una rudimentale croce.
Il Tirreno se ne occupò il giorno dopo con un articolo di Daniele Amicarella, che poi si è prestato anche a fare il consulente storico per la Procura.
Nel 1944 in quella zona avevano combattuto da una parte i tedeschi del generale Greiner, inquadrati in quella che fu chiamata la “Divisione fantasma”, decimata alcuni mesi ad Anzio e integrata dai superstiti del fronte russo, quelli che avevano passato le atrocità di Kiev e Stalingrado; dall’altra parte c’erano le truppe coloniali britanniche inquadrate nella sesta Armata corazzata sudafricana, tra le quali il 13° Frontier Force Rifles, i fucilieri indiani.Dal 12 al 19 settembre 1944 fu uno scontro durissimo, con decine di morti ogni giorno, perché Poggio Alto, che dominava la valle del Bisenzio e la valla dell’Agna, era strategicamente decisivo.
Gli Alleati riuscirono a conquistarlo, ma dovettero far fronte a ben quattro contrattacchi dei tedeschi, e in uno di questi morirono i due indiani a cui oggi si è riusciti a dare un nome dopo 68 anni. Non a caso i resti sono stati trovati dentro una delle tante buche scavate dai soldati.
Ma dopo il ritrovamento non fu subito chiaro che si trattava di soldati. Il professor Renato Risaliti ipotizzò che fossero i resti di un partigiano ucciso dai suoi stessi compagni. Poi è spuntata l’ipotesi che si trattasse di una famiglia trucidata dopo la guerra. Infine si è affermata la spiegazione più logica, quella legata agli scontri della Linea Gotica.(p.n.)
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