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Ultimi giorni per il nuovo targhino

Ultimi giorni per il nuovo targhino

Dal 13 febbraio chi non ha adeguato il proprio ciclomotore al Codice della strada rischia multe da 389 a 1559 euro

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di Barbara Burzi

PRATO

Restano pochi giorni per adeguarsi. Dal 13 febbraio chi viaggia fuori regola rischia di pagare multe "salate" che vanno da un minimo di 389 euro a un massimo di 1.559. La rivoluzione delle due ruote manda definitivamente in pensione i vecchi "targhini" a cinque caratteri alfanumerici, che dovranno essere sostituiti con la nuova targa, quadrata, più grande e a sei cifre. Lo prevede il nuovo codice della strada, secondo cui da aprile dell'anno scorso sarebbero dovute partire le ritargature di motorini e minicar (con massa sotto i 350 chili), tranne quelli immatricolati dopo il 14 luglio del 2006, già conformi al nuovo sistema.

L'operazione di regolarizzazione è stata cadenzata in quattro scaglioni in base alla prima cifra della targa del mezzo, terminando il 28 novembre dell'anno scorso. Quella di febbraio è l'ultima data utile per mettersi in regola, dopodiché scatteranno le sanzioni. La pratica si attiva compilando l'apposito modello disponibile presso l'ufficio della motorizzazione, ma è possibile rivolgersi anche agli sportelli Aci presenti in città e in provincia, compreso il nuovo ufficio inaugurato di recente a San Paolo. In questo caso il prezzo dell'operazione, che implica il rilascio del certificato di circolazione e l'obbligo di registrare i passaggi di proprietà, si aggira intorno ai 95 euro (di cui 9 euro per il costo della pratica di re immatricolazione, 12,48 per la targa e 29,24 d'imposta). «Durante questi mesi molte persone si sono già rivolte ai nostri sportelli per chiedere informazioni e hanno già provveduto alla ritargatura del proprio mezzo adeguandosi al nuovo sistema - spiega Luca Sangiorgio, direttore dell'agenzia Automobile Club Prato - . Quanto ai tempi, la procedura è piuttosto snella e nel giro di qualche giorno le nuove targhe vengono consegnate».

Non si tratta dell'ennesima operazione burocratica che qualcuno vede come un altro balzello. Le differenze tra il vecchio e il nuovo sistema, secondo quanto si apprende, sono sostanziali: mentre prima si registrava solo l'abbinamento tra la targa e il suo titolare che in questo modo poteva spostarla su qualsiasi altro motore utilizzasse; la nuova normativa prevede che ogni targa sia abbinata a un proprietario, a un veicolo e al certificato di circolazione. Di conseguenza, la nuova targa, più grande e di forma quadrata, pur rimanendo personale non potrà più essere abbinata a più di un mezzo. «Il nuovo sistema è più sicuro rispetto a quello precedente», dichiara Sangiorgio. «Quello in vigore finora, infatti, era meno controllabile - continua - non prevedendo l'obbligo di registrare i passaggi di proprietà, si prestava a possibili abusi sia nelle compravendite che nell'uso dei ciclomotori. Con conseguenti difficoltà a rintracciare i responsabili di eventuali reati o incidenti». Ai ritardatari che ancora non sono in regola con la normativa serve portare con sé per l'attivazione della pratica il certificato di idoneità tecnica, un documento d'identità, il codice fiscale, il permesso di soggiorno (per cittadini extracomunitari) e il targhino.

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