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Simona Marchini riflessione sull’arte e sulla sua vita

Simona Marchini riflessione sull’arte e sulla sua vita

Stasera e domani l’attrice sul palco del Politeama con “La mostra”diretta per la prima volta dall’amico Proietti

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di Miriam Monteleone

PRATO

Parlando di Simona Marchini si potrebbe dire "chi più ne ha, più ne metta". Perché- bisogna riconoscerlo - poche donne dello spettacolo hanno dimostrato la sua versatilità. Ormai e' un'attrice affermata, una presentatrice televisiva e radiofonica, un'appasionata d'arte, una talent scout, un'autrice e una regista di teatro. Simona- che con Prato ha un legame speciale come direttrice della scuola di musical Arteinscena, stasera (ore 21) e domani (ore 16) sarà ospite del Politeama pratese con il suo nuovo spettacolo "La mostra" diretto da Gigi Proietti.

Abbiamo fatto due chiacchiere con lei sullo spettacolo, debuttato a Roma nel marzo scorso. Per informazioni e prenotazioni chiamare lo 0574 603758; biglietti 22/20 e 18 euro.

Con Gigi Proietti vi conoscete da una vita, ma è la prima volta che lavorate insiem e.

«L'idea di portare in scena "La mostra" è stata sua. Una sera eravamo a cena e sentendomi raccontare le mie storie, Gigi si è entusiasmato proponedomi di portarle a teatro. E' stato molto generoso, realizzando una regia impeccabile. Abbiamo lavorato per venti giorni, notte e giorno, per realizzare qualcosa di inedito. L'aiuto di Gigi è stato prezioso».

Parliamo dello spettacolo. Che cosa accadrà in scena di preciso?

«Per un'ora e tre quarti in scena ci sarò solo io, aiutata da Alessio Sardelli e Andrea Bianchi al pianoforte. Una parte sarà dedicata alla riflessione sull'arte e un'altra alla mia vita. Racconterò le mie esperienze, i miei matrimoni (senza entrare troppo in intimi particolari), gli ambienti che ho frequentato, dando spazio a flash di comicità, intermezzi in dialetto, canzoni e citazioni. Porterò in scena anche bizzarri personaggi, il tutto in una galleria d'arte, poco prima dell'inizio di una mostra. Cè la velona toscana, amichetta di Berlusconi e la spoletana che va a vedere la mostra di arte contemporanea. Si ride insomma, ma con un pizzico di verità».

Dal 1985 lei gestisce la galleria di arte contemporanea "La Nuova Pesa", qual è il suo rapporto con l'arte oggi?

«Ho ereditato questo spazio da mio padre, che era un affermato collezionista, trasformandolo poi in un centro culturale, a me più affine, visto che non mi sento né un'esperta, né un'affarista del settore. Continuo a realizzare mostre, l'arte è uno dei miei interessi, in più spesso ospito filosofi e intellettuali per incontri di vario genere. Questo spettacolo è un omaggio affettivo all'arte e a un ambiente che conosco».

In questo momento sta lavorando ad altro? Qualche progetto in particolare?

«Sto portando in giro anche una lettura di Enrichetta Pisacane scritta da Dacia Maraini. Enrichetta è una nobildonna napoletana coraggiosa, la sua storia mi ha appassionato subito. Un lavoro che porterò anche al Magnolfi a Prato tra qualche tempo. Poi c'è un progetto a cui tengo molto, che presenteremo all'Auditorium di Roma. Uno spettacolo sulla gente che racconta la storia del proprio paese».

E con la nostra scuola di musical come procede?

«I nuovi allievi si stanno formando e già stiamo lavorando al nuovo spettacolo. Arteinscena è una delle mie creature, mi sta molto cuore. Dirigere questa scuola mi ha dato negli anni grandi soddisfazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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