Il Tirreno

Prato

L’intervento

Dal console cinese tre no a quattro nostre proposte

Leggo su “Il Tirreno” nel’edizione di Prato, un articolo in cui la giornalista viene colta da un dubbio: l’assessore Nencini ha presentato progetti poco concreti al Console generale cinese (questo il...

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Leggo su “Il Tirreno” nel’edizione di Prato, un articolo in cui la giornalista viene colta da un dubbio: l’assessore Nencini ha presentato progetti poco concreti al Console generale cinese (questo il motivo della mancata collaborazione tra Cina e Toscana)?

Non intendo vi siano zone d'ombra di alcun genere.

All'incontro ho partecipato e ne conosco gli esiti, peraltro riferiti ad una cronista del Tirreno nei giorni scorsi, senza dimenticare i particolari.

E' la ragione per la quale le ripeto volentieri le proposte avanzate al tavolo, senza nessuna integrazione o emendamento.

Lottare assieme contro il fenomeno “clandestinità”. Il Consolato conosce l'entità del fenomeno e presumo abbia una qualche idea anche delle rotte seguite da chi fa commercio di persone. Affiancare allo Stato italiano la collaborazione del consolato sarebbe di estrema utilità.

Gli imprenditori cinesi hanno naturalmente relazioni con la loro sede diplomatica in terra di Toscana. Il console aiuti le istituzioni preposte a identificare i fenomeni di larga illegalità la cui diffusione getta una luce di discredito verso l'intera comunità cinese nella regione.

Il console sieda con noi al tavolo operativo di lotta alla evasione fiscale ed alla illegalità. Il tavolo regionale si riunisce spesso alla presenza di Agenzia delle entrate, Guardia di finanza, Inps, Anci, Upi e Agenzia delle dogane.

Infine, pubblicare opuscoli informativi in lingua cinese sul sistema tributario italiano da destinare agli operatori economici di quella comunità.

Sono questi i capitoli che sono stati illustrati al Console generale - e che erano stati anticipati al console circa un mese fa - e che avrebbero potuto diventare cardini di una eventuale intesa per il raggiungimento della quale siamo tuttora impegnati. Avendo ricevuto un no su tre delle quattro proposte non è stato possibile approfondire e passare al livello operativo.

Si tratta di proposte che rispondono a due principi: chi rappresenta una comunità straniera in un altro Stato è tenuto a favorire e valorizzare il rispetto della legge da parte dei propri concittadini, e l'Italia ha le sue leggi; le istituzioni tutte devono ispirarsi all'etica della responsabilità.

Sempre e in ogni luogo.

On. Riccardo Nencini

Assessore Regione Toscana

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