Il Tirreno

Prato

Una tazzina di caffè per aiutare gli ultimi

Una tazzina di caffè per aiutare gli ultimi

Da 17 circoli Arci un centesimo per ogni consumazione al bar, il contributo potrebbe toccare 15mila euro all’anno

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di Maria Lardara

PRATO

Calda, fumante e anche… solidale. Non resta più solo uno sfizio, un classico della pausa di lavoro, la tazzina di caffè sorseggiata al bar del circolo Arci dietro casa o l'ufficio. Per ogni espresso ordinato al bancone si può commettere un'opera buona, dando una mano alle 700-800 famiglie pratesi che ogni mese bussano alla porta dell'Emporio della Solidarietà di via del Seminario. In fondo si tratta solo di un centesimo sottratto al prezzo di listino del caffè ma che, considerando realtà come il circolo "La Libertà" di Viaccia dove ogni giorno vengono servite 400-500 tazzine al giorno, può far fruttare un migliaio di euro da destinare per il budget del supermercato della solidarietà.

Da Viaccia a Paperino, da Galciana a Mezzana, è quasi tutto il circuito di case del popolo sotto l'egida dell'Arci ad accorrere a sostegno dell'emporio Caritas aperto tre anni e mezzo fa (ne sono promotori: Caritas, Comune, Provincia e Fondazione Cariprato): quelli aderenti all'iniziativa sono 17 su un tessuto provinciale di 67 circoli (molti non sono stati coinvolti perché ricadono nei territori della Diocesi pistoiese), ma i potenziali bevitori della tazzina solidale arrivano a 17mila, ovvero i soci iscritti all'associazione provinciale.

E' al vicepresidente dell'Arci Massimo Chiarugi, già storico presidente del circolo di Viaccia, che si è accesa la lampadina del centesimo a caffè come proposta solidale a sostegno dell'Emporio. "Non c'è stato bisogno di convincere tanto i circoli ad aderire. Del resto, i valori della solidarietà sono da sempre nel dna dell'Arci". A proposito di "sociale": nel 2010 era stato proprio il circolo di Viaccia a regalare alla città la prima acqua potabile naturale e frizzante, con un fontanello gratuito che nel 2011 ha erogato 150mila litri di acqua.

Prima dell'Arci, la sensibilità "solidale" nei confronti dell'Emporio aveva conquistato anche il biscottificio Mattei e lo Sport Coppini: un euro donato per ogni pacchetto da 250 grammi di biscotti e un euro donato anche dallo storico esercizio di piazza Ciardi per ogni scontrino battuto. Nel caso dell'Arci, l'apporto complessivo dei circoli dovrebbe concretizzarsi in una donazione di 15mila euro all'anno: musica per le orecchie di Marcello Turrini, coordinatore dell'Emporio che ricorda come ultimamente la crisi si faccia sentire anche sugli scaffali. «Capita che si debbano acquistare beni da garantire come pasta, zucchero e riso. Il trasferimento nella sede più grande di via del Seminario ha portato a un aumento del bacino di utenza e della merce distribuita».

Basti pensare che nel 2011 sono state erogate 7.200 mese (6.300 nel 2009) e che il valore complessivo della merce finita nel carrello oscilla intorno ai 1.300mila euro contro il milione del 2010. Numeri che fanno suonare un campanello d'allarme, a maggior ragione perché nel 2011 è avvenuto il sorpasso degli utenti italiani (55%) sugli stranieri (45%). Ecco intanto l'elenco dei circoli che preparano caffè "solidale": Sant'Andrea a Iolo, Ballerini a Mezzana, Bini di Tobbiana, Coiano, Costa Azzurra La Macine, Paperino, Favini di Chiesanuova, La Libertà '45 di Viaccia, Renzo Degli Innocenti di Galciana, 29 Martiri di Figline, Quinto Martini a Maliseti, San Paolo, I Partigiani Sant'Ippolito di Vernio, I Risorti La Querce, Rossi Sant'Ippolito in Piazzanese, Tronci di San Giorgio a Colonica e il circolo di Usella.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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