La manifestazione
Residenti prigionieri in via Spazzavento
di Barbara Burzi PRATO «Il Comune faccia marcia indietro su Spazzavento». Dopo l’articolo apparso sul Tirreno, si è fatto avanti un abitante del posto indignato per quanto sta accadendo nell’area del...
di Barbara Burzi
PRATO
«Il Comune faccia marcia indietro su Spazzavento». Dopo l’articolo apparso sul Tirreno, si è fatto avanti un abitante del posto indignato per quanto sta accadendo nell’area del Monteferrato da quando si è autorizzato un residente a chiudere la strada. L’unica praticabile per risalire la collina dalla Cartaia a Le Sacca.
«Personalmente sono molto preoccupato – afferma Salvatore Maggio – le mie condizioni di salute, in seguito all’intervento subito alle coronarie, mi impongono di recarmi periodicamente in ospedale, ma quello che più temo è l’intervento dell’ambulanza. Il mezzo del 118 da qui non ci passa, a un certo punto la strada fa una curva troppo stretta che impedisce all’autoambulanza di svoltare e quindi di raggiungere le abitazioni. Siamo almeno cinque famiglie a subire questo disagio. L’alternativa è sempre stata quella di passare dall’altra parte e imboccare via di Spazzavento da via della Fontana, solo che il passaggio è ostruito da sbarre; e da un mese a questa parte, anche da una trattore parcheggiato di traverso». I timori legittimi di questo cittadino pratese rispecchiano una situazione che ha ricadute su tutta la collettività, in quanto «il proprietario dell’abitazione che ha ottenuto il permesso di sbarrare la strada – continua Maggio – rimanda indietro chiunque tenti di attraversarla, dicendo che si tratta di violazione di proprietà privata».
«A lui non importa se si tratta di pedoni, automobilisti o residenti del posto – insiste - in ogni caso non fa passare nessuno. Peccato però che sia l’unica strada praticabile, l’altra attualmente è senza sbocco e finisce in mezzo al bosco». Il contenzioso tra privati era stato in parte risolto con un’azione possessoria. Ciò significa che l’accesso alla strada deve essere garantito.
«Se ci sono le sbarre – spiega Maggio – si devono poter sollevare, per cui al proprietario è stato vietato di utilizzare catene e lucchetti così come ostruire il passaggio con mezzi da lavoro. Solo che quasi mai rispetta le regole, di conseguenza siamo costretti ogni volta a far intervenire le forze dell’ordine». A complicare la situazione in questi ultimi giorni si sono messe anche le condizioni climatiche. Il freddo si è fatto più intenso, provocando un maggior consumo di gas da parte delle famiglie per il riscaldamento.
«Da queste parti il metano non arriva, perciò dobbiamo provvedere periodicamente a far riempire il bombolone – spiegano Maggio e altri residenti del posto – ad oggi ci restano quattro o al massimo cinque giorni di autonomia, dopodiché rimarremo completamente senza e dalla Cartaia i mezzi per il rifornimento non possono passare. La situazione è grave ed urgente. Ci auguriamo che il Comune risolva il problema in fretta e rimetta la strada a pubblica facendo toglier e le sbarre.
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