Il Tirreno

Prato

Ma per Fusi c’è anche una grana penale

Da otto mesi pende un esposto su omessi versamenti contributivi per nove milioni di euro

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PRATO

La Baldassini Tognozzi Pontello, come spieghiamo sopra, ha proposto una transazione con l’Agenzia delle entrate per sanare l’ingente debito (quasi 90 milioni di euro) accumulato negli ultimi anni, ma questo non metterà al riparo gli ex amministratori dalle possibile conseguenze penali degli omessi versamenti contributivi relativi al 2010.

Da quasi otto mesi giace in Procura un fascicolo aperto in seguito a un esposto depositato l’8 giugno dal professor Bruno Inzitari.

Di questo fascicolo ufficialmente non si sa nulla. Si sa molto, invece, dei rilievi mossi dal professore. Mancano all’appello oltre nove milioni di euro: 8.253.000 riferiti ai mancati contributi per i dipendenti, 785.000 per gli autonomi, oltre agli interessi e alle eventuali sanzioni. Questa cifra è stata messa in contabilità, ma oltre a non essere stata versata, non risulta nemmeno accantonata dagli amministratori che sono stati in carica fino al febbraio dell’anno scorso.

Si tratta di un reato fiscale che è punito dalla legge con la reclusione da sei mesi a due anni.

Il professor Inzitari, dopo aver esaminato a lungo i conti della Btp in qualità di commissario giudiziale, ha scoperto che il mancato versamento delle ritenute c’era stato anche nel corso di tutto il 2009, ma in quel caso gli ex amministratori si sono salvati per così dire in calcio d’angolo, versando quanto dovuto alla vigilia della scadenza del termine ultimo per la consumazione del reato. L’anno successivo, cioè il 2010, non è andata così, anche perché il gruppo versava in una gravissima crisi di liquidità e in questi casi è spesso accaduto che i primi a rimetterci siano stati i lavoratori, in termini di mancato versamento dei contributi, una sorta di autofinanziamento per tentare di uscire dalle sabbie mobili.

Per questa i potesi di reato il professor Inzitari ha anche segnalato i possibili colpevoli, cioè gli amministratori che si sono succeduti nelle cariche sociali: Riccardo Fusi, presidente fino al 17 febbraio 2010, Roberto Bartolomei, vicepresidente fino all’8 marzo 2010, Armando Vanni, presidente fino al 22 dicembre 2010, Rodolfo Bartolomei, vicepresidente fino all’8 marzo 2010 e presidente dal 23 dicembre 2010.

I nomi sono lì, l’ipotesi di reato è chiara, resta solo da capire che cosa voglia farne la Procura.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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