Sicurezza
Il concordato Btp verso l’approvazione
Una montagna di debiti, ma i commissari giudiziali sono ottimisti: l’Agenzia delle entrate ha dato parere favorevole
di Paolo Nencioni
PRATO
C’era un cauto ottimismo ieri in Tribunale tra i commissari giudiziali che stanno curando il concordato preventivo della Baldassini Tognozzi Pontello, l’impresa di costruzioni gravata da debiti per qualcosa come un miliardo di euro.
Solo posti in piedi nell’aula grande al secondo piano, dove era fissata l’adunanza dei creditori, chiamati a pronunciarsi sulla proposta di concordato che prevede il pagamento del 34% del dovuto ai creditori chirografari, cioè quelli ordinari, senza garanzie.
La sorpresa dell’Agenzia
Alla fine non ha votato formalmente più del 5% degli aventi diritto (gli altri, soprattutto le banche, hanno tempo 20 giorni per esprimersi), ma l’ottimismo dei commissari Bruno Inzitari, Adolfo Barbieri e Giampiero Russotto è giustificato da un fatto che secondo gli esperti del ramo non era mai accaduto. L’Agenzia delle entrate, titolare di crediti per quasi 90 milioni di euro, ha dato parere favorevole al concordato. Non era affatto scontato, e questo potrebbe portarsi dietro una serie di altri voti favorevoli, tanto che ieri pomeriggio uno dei commissari confidava sul raggiungimento della maggioranza anche nella classe dei chirografari, quella più delicata.
Le banche, come si diceva, non hanno votato, ma informalmente avrebbero annunciato il voto favorevole per una quota che è oltre il 50% dell’esposizione di Btp verso il mondo bancario.
Per la positiva conclusione della procedura di concordato preventivo si è molto speso il presidente del Tribunale, Francesco Antonio Genovese, che in apertura di adunanza ha dato il benvenuto ai tanti professionisti venuti anche da lontano e ha ringraziato gli amministratori giudiziali che hanno preso una società in agonia finanziaria e l’hanno, per ora, riportata in vita, scongiurando l’interruzione dei lavori per la terza corsia sull’Autosole e vendendo rami di azienda quasi al valore di mercato (quando si rischiava la svendita). Il presidente Genovese ha voluto anche ringraziare il liquidatore, geometra Armando Vanni, per il lavoro fatto in una fase molto delicata.
I dubbi dei “piccoli”.
I maggiori dubbi, tra i creditori, sono stati espressi dalle aziende medio piccole che vantano crediti nei confronti del ramo di Btp che è stato assorbito da Btp Infrastrutture (le commesse pubbliche) controllata da Impresa dell’ingegnere Raffaele Raiola. Per loro il concordato prevede solo il 3%, ma Raiola si è impegnato a pagare il 100% ai chirografari. Solo nel caso non dovesse pagare, i creditori potranno rivalersi su Btp e dunque prenderebbero il 3%.
In realtà alcuni hanno già accettato le transaszioni proposte dall’imprenditore napoletano (ai commissari giudiziali sono arrivate liberatorie per circa 70 milioni a dicembre): non hanno preso il 100%, ma se fossero rimasto in Btp non avrebbero preso più del 34%.
I numeri
Come detto, i creditori chirografari, se passerà la proposta di concordato, dovranno accontentarsi del 34% di quanto sarebbero loro spettato. In particolare ai fornitori andrebbero poco meno di 21 milioni di euro a fronte di un credito di 61. Alle banche circa 100 milioni a fronte di un’esposizione di 294 milioni. Resta il problema dell’ottava classe, quella dei “piccoli” in gran parte passati a Btp Infrastrutture, che da soli rappresentano 269 milioni e ai quali, se non troveranno transazioni vantaggiose con l’ingegner Raiola, spetterebbero solo poco più di 8 milioni.
Il fisco
Discorso a parte, come accennato, per le pendenze con l’Agenzia delle entrate. L’Agenzia attualmente vanta un credito di ben 88 milioni di euro e in base alla proposta di concordato ne incasserebbe 62.
Tenuto conto delle condizioni in cui si è trovato il gruppo Btp, sembrerebbe qualcosa di simile a un affare, ma già in altre occasioni l’Agenzia ha espresso voto contrario in presenza di numeri simili. Stavolta invece ha detto sì ed è l’architrave sulla quale i commissari giudiziali sperano di ottenere la maggioranza necessaria per l’approvazione del loro piano.
L’esito del voto si saprà entro una ventina di giorni, alla vigilia dell’altra importante adunanza dei creditori, quella che riguarda la holding Hbf, che deteneva il 100% di Btp, in programma il prossimo 22 febbraio sempre in Tribunale.
Nel caso di esito positivo, il concordato verrà approvato e si faranno i conti. I commissari non escludono che il realizzo dell’attivo possa subire «sensibili diminuzioni», anche perché si tratta di incassare 222 milioni di crediti verso società del gruppo, che potrebbe non essere facile riscuotere.
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