Trasporti
«Parole che non mi sorprendono»
Milone ha sempre dubitato di un intervento dei funzionari
PRATO
Il senso è quello del “lo dicevo io”. E visto lo sfogo dell’assessore regionale Riccardo Nencini come dargli torto. L’assessore comunale Aldo Milone, del resto, non ha mai fatto mistero di non credere al fatto che le istituzioni cinesi avrebbero collaborato per punire e individuare i cittadini che evadono le tasse e sfruttano la manodopera clandestina. «Ho sentito Nencini - dice Milone - perché ho letto della volontà di creare dei nuclei anti-evasione. Ed io l’ho chiamato per congratularmi per la proposta che mi era piaciuta molto. Mi ha detto in quell’occasione del fatto che avrebbe parlato con i rappresentanti delle comunià».
«Non posso dire che sono sorpreso della reazione della console - aggiunge l’assessore - e da un lato mi fa piacere che anche Nencini abbia potuto verificare quel che accade a noi da tempo. Durante l’ultima visita dell’ambasciatore sembrava però ci fosse la disponibilità a collaborare mentre adesso si scopre che il console toscano fa un passo indietro. Cosa debbo supporre? E’ evidente che a livello di rappresentanza locale della comunità si preferisca chiudere un occhio anche se in barba a tutte le leggi dello Stato».
Per Milone è un dato di fatto. «Almeno a parole potevano esprimere solidarietà e condannare determinati comportamenti dei propri cittadini - ribadisce l’assessore - e invece preferiscono far finta di nulla. Mi piacerebbe sapere cosa farebbero se fossimo in Cina e a comportarci così, senza rispettare le leggi, fossero dei cittadini italiani? Credo che sarebbero molto meno tolleranti di quanto lo siamo noi».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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