Finanza
Il mago pratese dell’animazione
Vive in California e lavora per la Lucas Film ma ha un progetto per la sua città
di Maria Lardara
PRATO
A malincuore, si presenta come il proverbiale cervello in fuga volato all'estero. La sua ultima valigia, carica di sogni e ambizioni, nell'ottobre 2010 lo ha spedito fino a San Francisco.
Carriera in ascesa in California, cuore ben piantato a Prato dove rimangono radici e affetti. E dove crescere a pane e fumetti, con Topolino e Paperino legati ai primi ricordi già in culla, ha nutrito la vena creativa del bambino e del ragazzo di Prato, lo studente dell'istituto d'arte di Porta Romana che tutte le mattine prendeva il treno per Firenze, oggi fiero di aver spiccato il volo come color stylist, art director, concept artist di fama internazionale.
Il nome del suo datore di lavoro dice tutto: Lucas Film. Per gli smemorati, la casa di produzione cinematografica creatrice di saghe indimenticabili come "Guerre Stellari". Per la precisione lui, Lorenzo Paoli, classe 1978 e pratese "doc", lavora per la Lucas Film Animation, essendosi specializzato negli ultimi dieci anni in lungometraggi di animazione. Sì proprio lui, unico responsabile del colore su un totale di 300 dipendenti.
«Il mio lavoro consiste nel leggere la sceneggiatura e creare visivamente idee tramite dipinti, concept di ambienti - spiega Lorenzo -. Oltre a questo prendo in mano il disegno delle inquadrature del film e insieme al regista decido quali palette di colore deve avere la pellicola, quali atmosfere e suggestioni ogni scena dovrà suggerire al pubblico in sala. Successivamente tocca a me dipingere lo storyboard di tutto il film, quello che in gergo chiamiamo "color script e color key"».
Negli studios di Big Rock Ranch a Marin County (a nord di San Francisco), Paoli è approdato dopo essersi fatto le ossa nei set di film di animazione a livello internazionale, girando tra etichette come Warner Bros, Universal Pictures e Walt Disney. E non è stata certo una passeggiata.
Sapore pratese
di un successo americano
In questo periodo nel quartier generale della Lucas Film si lavora sodo ad una produzione ancora top secret.
Lorenzo trova il tempo di concederci un'intervista su Skype quando laggiù è notte. «Qui le persone "normali" riescono ad affermarsi. Credo sia stato il livello del mio portfolio, unito a un pizzico di fortuna, ad avermi portato alla Lucas. Il target professionale deve essere molto alto: per essere assunti da un'azienda americana occorre che i lavori di un artista straniero siano di livello superiore a quelli degli artisti americani già presenti sul territorio».
Un po' di Prato
in "Gnomeo and Juliet"
Nelle nostre sale è uscito l'anno scorso, ma sul capolavoro di animazione targato Walt Disney Lorenzo ci aveva messo le mani tra il 2008 e il 2009, occupandosi di tradurre visivamente i contenuti della storia.
«Una delle pellicole cui sono più affezionato», ammette Lorenzo.
Anche una perla del cinema di animazione per i più piccoli, come "Le avventure del topino Despereaux" con la voce di Dustin Hoffman (Universal Pictures, 2009), porta la sua firma.
E c'è il suo zampino, stavolta nel ruolo di supervisore delle scenografie, anche in "Huntik - Secrets & Seekers", cartone animato italiano, prodotto dalla Rainbow (la stessa ideatrice delle Winx), insieme a Rai Fiction.
Mamma Rai
non se lo fa scappare
Artista eclettico, Paoli ha anche talento di autore. E se n'è accorta Rai Fiction, con cui il 34enne pratese sta portando avanti due progetti di serie tv animate.
Tutto ancora top secret, naturalmente. Artista instancabile, Paoli è anche una discreta penna. "Ultimamente ho scritto il primo volume di una trilogia fantasy e, al momento, sono in contatto con alcune case editrici italiane ed estere per valutare una futura pubblicazione".
Un talento allevato a Milano. Il futuro iniziò a sorridere a Paoli quando era ancora sui banchi dell'istituto d'arte. Come? Vincendo una borsa di studio presso il "Minneapolis College of art and design" negli Stati Uniti. Ma era solo l'inizio.
La chiamata dalla Disney Italia arrivò mentre il giovane pratese frequentava ancora il liceo.
«Avevano visto il mio portfolio e mi volevano presso l'accademia Disney di Milano - racconta -: ovviamente dovetti rifiutare la proposta dato che non mi ero ancora diplomato. In seguito, dopo il college, la Disney mi contattò nuovamente per partecipare ai corsi».
E furono dei bei sacrifici. «Il corso di illustrazione, tenuto da artisti italiani della Disney, durava un anno e mezzo e io prendevo il treno tre volte la settimana, facendo la spola tra Prato e Milano».
Il bello doveva ancora venire, perché Paoli rifiutò una prima offerta di lavoro per proseguire l'iter formativo in casa Disney, stavolta con docenti americani.
«Miravo non alla Disney Italia Publishing, ma al cinema e alla sede americana della Disney. Sapevo che il mio livello doveva ancora migliorare. Lo stage finale a Burbank (dove ci sono gli studios della Disney, ndr) mi ha dato moltissimo. Talvolta partire subito dopo la scuola nel mondo del lavoro non è poi così male».
Il sogno di Lorenzo
a Prato
Inevitabile la nostalgia per la città tessile e la Toscana in generale, dopo dieci anni in viaggio tra la Germania, l'Inghilterra e l'America. Per questo il giovane art director rientrerà alla base: lo ha messo in agenda per aprile.
Ma c'è anche un altro motivo. E si chiama "Tuscany Art Center", il progetto presentato sabato scorso dal palco dell'iniziativa al museo del Tessuto, "Comunicare è futuro" (con cui collabora Irene Carlesi).
«Non che mi manchino le opportunità in California: ormai il mio livello è buono per gli studios americani. Ma vorrei rientrare nella mia città, non solo perché mi manca la mia terra ma anche perché vorrei attivare il mio progetto».
Un progetto
per la sua città
Gli agganci a Lorenzo non mancano certo. Il suo nome è molto conosciuto negli ambienti della televisione, in particolare della Rai e giova anche la stretta collaborazione instaurata con un "misterioso" producer indipendente italiano.
«Dopo molti anni di esperienza tra cinema, lungometraggi animati, serie tv, desidero propormi come autore e manager di me stesso, promuovendo i miei progetti in prima persona. Vorrei dare un aiuto concreto alla mia città, perché possa continuare a "produrre" anche in settori diversi dal tessile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
