Toscana
Operazione-verità sul taglio alle Province
Oggi a palazzo Buonamici sarà posto in votazione un ordine del giorno approvato dall’Upi
PRATO
Sull'abolizione delle Province scatta l'operazione verità del presidente Lamberto Gestri. Questo pomeriggio il consiglio provinciale sarà chiamato a votare un ordine del giorno che recepisce il documento approvato in materia di riassetto degli enti locali dall'Upi in polemica col decreto salva-Italia del governo Monti. Lo stesso testo sta per essere sottoposto alla votazione da parte di tutti i consigli provinciali d'Italia e nasce da un compromesso fra le province amministrate dal centrodestra e quelle in cui si trova alla guida delle giunte il centrosinistra. Ma a Prato il voto bipartisan non è ancora garantito dal Pdl. «
"Il dibattito finora si è svolto all'insegna delle mistificazioni e delle strumentalizzazioni - afferma a muso duro Gestri -. Nel nostro caso spiegare i conti della Provincia vuol dire non temere confronti col panorama regionale e nazionale. Prato brilla per la qualità dei suoi servizi». Le tabelle sulle spese dell'amministrazione provinciale sono una mappa in cui le risorse al termine del tragitto finiscono molto spesso nei servizi ai cittadini e di rado nella gestione della macchina burocratica. Su un budget annuo di circa 50 milioni di euro più di 36 milioni vengono ripartiti tra Lavoro - che fa la parte del leone con 19 milioni a disposizione -, Infrastrutture, Trasporti, Scuola e Cultura. Insomma, ad essere valorizzate sono le deleghe politiche proprie attribuite dalla legislazione alla Provincia. Ai 190 dipendenti tocca la ripartizione di circa 7,5 milioni di euro, pari al 15% del bilancio. Gestri si fa loro sindacalista quando parla degli effetti di una cancellazione delle Province e ne chiede una tutela, ma nel decreto Monti sono considerati spese incomprimibili, destinate anzi a lievitare qualora alcuni lavoratori di palazzo Banci-Buonamici dovessero essere assorbiti dall'organico della Regione con retribuzioni più generose a parità di mansione. Il rifiuto di partecipare alla denigrazione della funzione della Provincia, però si traduce anche nel desiderio di Gestri di giocare un ruolo nel nuovo disegno delle autonomie locali. Accetta il dimagrimento degli enti intermedi in nome del risparmio, ma a condizione che dopo non arrivino delle associazioni intercomunali nominate. Preferisce la città metropolitana, dotata di due pregi: l'elettività e la conservazione dei presidi sul territorio.
«Quest'anno si celebra il ventennale dell'istituzione della Provincia - spiega ancor più chiaramente Giuseppe Maroso, presidente del consiglio provinciale -. Solo grazie a questo ente, politicamente tutta l'area ha cominciato a contare qualcosa. Pensiamo alla presenza degli uffici periferici di Inps, Inail, del comandante dei carabinieri e di altri enti pubblici».. La mission diventa quella di conservare per Prato almeno lo status di Provincia, anche se per Maroso eliminare giunte e consiglio porterà soltanto un risparmio "illusorio" realizzato con un decreto di dubbia costituzionalità.
Carlandrea Pol
©RIPRODUZIONE RISERVATAi
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