Il Tirreno

Prato

Discariche nei boschi del Monteferrato Area protetta addio

Montagne di rifiuti abbandonati lungo via di Spazzavento Dal serbatoio in eternit ai cumuli di plastica e vetro

3 MINUTI DI LETTURA





di Barbara Burzi

PRATO

Un'area protetta, ma non abbastanza se qui, nella riserva naturale del Monteferrato, giorno dopo giorno si accumulano montagne di rifiuti. Sembra incredibile, ma risalendo via di Spazzavento dalla strada che si imbocca all'altezza della località La Cartaia (nel comune di Vaiano), quello che salta subito agli occhi non è tanto la vegetazione, bensì lo stato di incuria. Il tragitto è disseminato di immondizia, segno evidente che l'area è finita del mirino di incivili che vi scaricano spazzatura e abbandonano rifiuti di vario genere, persino quelli pericolosi e ingombranti. Sono stati dei cittadini a dare l'allarme, ma prima ancora alcuni abitanti del posto si erano rivolti - garantiscono - alle guardie forestali e alle autorità di polizia senza tuttavia ottenere alcun risultato.

Divieti ignorati. Lasciandosi alle spalle il traffico che scorre sulla 325, un cartello alle porte del Monteferrato chiarisce che stiamo per entrare in un'area protetta. Dove è vietato qualsiasi comportamento che possa in qualche modo danneggiare l'ambiente e tantomeno inquinarlo. Si scopre invece che il territorio che si espande sulle colline è diventato una sorta di discarica abusiva a cielo aperto. Il tragitto è costellato di cumuli di rifiuti abbandonati. Alcuni sembrano addirittura smaltiti sul posto mediante incenerimento.

Nel primo tratto di strada, si notano vetri di bottiglie gettati per terra insieme calcinacci, scarti di materiale di cantiere, brandelli di stoffa e residui di plastica. Poco più su, lo spettacolo che si presenta agli occhi di chi s'incammina da queste parti, supera di gran lunga la fantasia: una cassa di filati abbandonata insieme a una rete da letto sono riversati sopra sacchetti dell' immondizia, mobili rotti e detriti vari.

Serbatoio di eternit. Appoggiato da una parte, sul suolo, un serbatoio in eternit - molto probabilmente contenente fibre di amianto e perciò molto pericoloso - lascia ipotizzare l'utilizzo abusivo che viene fatto di questa zona che a maggior ragione, essendo inserita nel circuito delle aree protette, dovrebbe essere tutelata da eventuali scempi. La mancanza di senso civico però non riguarda solo quelle persone che di nascosto approfittano della tranquillità del bosco per disfarsi della spazzatura facendo ricadere gli oneri sulla collettività. Nei pressi delle abitazioni di via di Spazzavento (qui siamo nell'ambito del comune di Prato) qualcuno, infatti, si era ricavato un'area attrezzata per i cavalli, di cui oggi resta soltanto una vecchia roulotte abbandonata e in disuso da tempo, e una bicicletta rimasta in bilico su un dirupo. Nel terreno adiacente, il copione è più o meno lo stesso da quando il pastore di capre se n'è andato con gli animali senza preoccuparsi di sbaraccare. Una rete di ferro arrugginito, delimita lo spazio di cui la proprietà dovrebbe occuparsi. Chi siano i furbetti non si sa, ma è certo che l'allarme ecologico è scattato grazie alla segnalazione di alcuni abitanti che avendo visto un furgone appostarsi per scaricare i rifiuti, hanno potuto sporgere denuncia indicando il numero di targa. Colpisce però che in seguito a questo episodio, nessuno si sia fatto carico della situazione né siano stati fatti ulteriori controlli. La richiesta di installare una telecamera è stata respinta, in quanto l'installazione dell'impianto sarebbe stata considerata da parte delle autorità un'operazione troppo invasiva per quel territorio. Non la pensano allo stesso modo gli abitanti, sempre più preoccupati dei rischi ambientali per un'area che sembra destinata a diventare discarica di rifiuti "scomodi".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web