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Saldi con super sconti, ma le vendite calano

Saldi con super sconti, ma le vendite calano

Sondaggio di Confesercenti. Bettazzi, presidente Fismo: «La congiuntura continua a essere negativa»

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Per sapere come saranno i saldi basta guardare alla famiglia media, che ha visto aumentare le spese fisse per del 6%-7%, perdendo contemporaneamente un altro 6%-7% in potere d'acquisto». È’ il giudizio di Massimo Bettazzi, presidente Fismo della Confesercenti Prato. Bene, per Bettazzi , invece che i saldi partano all'incirca nello stesso periodo in tutta Italia: «Per evitare situazioni di concorrenza tra regioni vicine».«Ci saremmo aspettati, però - aggiunge - una data unica un poco più avanti del 5 gennaio: come sono attualmente, infatti, le vendite scontate non possono essere definite di fine stagione ma di inizio di stagione, apportando ulteriori elementi di crisi a un settore (abbigliamento ed accessori), che rispetto ad altri beni di consumo ha subito negli ultimi anni una significativa flessione».

Visto l'andamento dei consumi del 2011, i saldi sono partiti da sconti superiori alla media: ma il consiglio resta quello di diffidare di chi offre tagli sul prezzo troppo alti, e di comprare invece sempre da negozianti conosciuti, che garantiscono la qualità del prodotto venduto. L’esito del sondaggio Saldi 2012 di Confesercenti dipinge una situazione di crisi e sfiducia. Il 70% degli intervistati ha dichiarato che nelle prime 2 settimane di saldi le vendite sono diminuite. Mentre solo il 30% dichiara che le vendite sono sostanzialmente uguali a quelle dei saldi 2011. Questa diminuzione delle vendite si registra nonostante che oltre il 40% dichiari che effettua sconti oltre il 30% mentre il restante 60% applica uno sconto tra il 20 ed il 30%.Nessuno degli intervistati ha dichiarato sconti al di sotto del 20%. Il 50% degli intervisti dichiarano che la loro aspettativa rispetto all'andamento dei saldi è negativa in quanto «c'è la crisi» mentre solo il 15% hanno una speranza di registrare vendite superiori al periodo dei saldi 2011 ed il restante 35%parla di un contenimento dei "danni" rispetto ad un inverno andato mediamente male. I numeri negatovi si vanno ad aggiungere alla contrazione delle vendite nel periodo natalizio; infatti l'85% sostiene che a Natale le vendite sono diminuite e solo il 15% rileva che sono rimaste in linea con le vendite . Tra questi il 55% ha subito un calo delle vendite dal 20 al 30%, il 15% al di sotto del 10% ed il 30% registra invece un calo di oltre il 50%. «In definitiva la congiuntura negativa continua a farsi sentire e tra i clienti si avverte una tangibile paura di spendere ma questa volta ci si è messo anche un inverno mite a scoraggiare ulteriormente la voglia di shopping» conclude Bettazzi.

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