Sicurezza
Elettrodomestici su calano invece auto e tecnologie
I risultati dell’indagine Findomestic sui consumi nel 2011 Redditi saliti dell’1,3%, ma Prato resta ultima in Toscana
di Carlandrea Poli
PRATO
Il 2012 è ancora un anno da decifrare. Non sappiamo se sarà da considerare tutto in salita o di risalita. Certamente alla fine del primo mese possiamo cominciare a tirare le somme del 2011. Secondo i dati dell'Osservatorio Findomestic a livello regionale il panorama economico ha fornito la base di una lieve ripresa del reddito disponibile pro-capite. La variazione su base annua è stata del +1,9% anche se con divaricazioni non di poco conto fra le varie province. Se Massa Carrara può in effetti parlare di una ripresa, con un'espansione del reddito del 3,4%, Prato fa ancora i conti con la cronica recessione del tessile e porta a casa appena una crescita dell'1,3%. Il dato peggiore di tutta la Toscana anche se più roseo del 2010, quando il reddito rimase stagnante con una differenza positiva di appena lo 0,1%. Numeri che pur lontani dal profondo rosso del biennio 2008-2009 sono la spia di un'economia locale che da forza trainante è diventata inesorabilmente il fanalino di coda toscano. La lettura di una grande depressione pratese potrebbe anche essere convincente leggendo soltanto il dato sul reddito. L'analisi si complica quando si arriva ad analizzare la dinamica dei consumi. Una contrazione generale della ricchezza e gli scenari improntati al pessimismo per l'anno a venire lascerebbero facilmente indurre una marcata contrazione degli acquisti di beni. O quanto meno Prato dovrebbe restare nei trend percentuali la terra della performance peggiore. Invece, il ragionamento consequenziale viene smontato sempre da Findomestic scorrendo le tabelle sui consumi. Specialmente per l'acquisto di auto (nuove e usate, sia per le aziende che per le famiglie). Nel parco circolante la variazione è stata piatta (0%) mentre le immatricolazioni sono calate del 2,3%. In entrambi i casi si tratta della seconda migliore performance toscana superata soltanto da Firenze. È andata per esempio peggio a Massa Carrara (-6,3% di immatricolazioni e -0,8% di parco circolante). Mentre in tutta la regione la diminuzione delle immatricolazioni si è attestata sul 3,9% contro il 4,7% perso nel 2010. All'interno di questo dato le cose vanno meglio per le auto familiari rispetto alle auto aziendali, per le quali Prato torna fanalino di coda con un calo dello 0,3%. Malissimo è andata anche per i motoveicoli con un calo del parco circolante del 2,9%, dato peggiore di tutta la Toscana. Nel 2011 ha retto il mercato dei mobili con una contrazione dello 0,3% della spesa per famiglia, mentre in netta controtendenza è andato il settore degli elettrodomestici. Anche in questo caso Prato è stata la provincia con valori di riferimento più alti: 9,3% contro una media toscana già di per sé ragguardevole di +5%. Se proprio i pratesi hanno dovuto dare una sforbiciata al budget hanno preferito incidere sulle spese per l'informatica e sugli acquisti nei negozi. Per capire qualcosa in questa altalena dei numeri bisognerebbe ricorrere probabilmente a due chiavi interpretative. Da una parte il ricorso ai finanziamenti permette di tenere alto il volume di acquisti di beni durevoli, dall'altra potrebbe essere stato decisivo il contributo dell'economia dei consumatori cinesi.
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