Sicurezza
Palazzo di giustizia in sofferenza
Mancano giudici e cancellieri, aumentano i reati prescritti
PRATO
Il Tribunale è in forte sofferenza e una delle conseguenze è che sempre più spesso i reati cadono in prescrizione. Succede una volta su venti (il 5,9% del totale, primato negativo in Toscana) durante il dibattimento e una volta su otto (il 12,1%) davanti al giudice dell’udienza preliminare. Considerando i tempi del giudizio d’appello, molti altri reati cadono in prescrizione prima del secondo grado di giudizio.
L’analisi sullo stato di salute della giustizia a Prato è contenuta nella relazione del presidente Francesco Antonio Genovese in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Genovese ricorda che per buona parte del 2011 il Tribunale è stato a corto di giudici (9 su 18 da dicembre 2010 ad aprile 2011) e le conseguenze non si sono fatte attendere. Aumentano le pendenze nel civile (12.758, +5,5%), aumentano ancora di più nel penale (da 3.985 a 5.460, +37%). E la richiesta di aiuto inviata al Ministero della Giustizia è caduta sostanzialmente nel vuoto.
Una delle poche luce è rappresentata dalla cosiddetta “cognizione ordinaria” civile, dove c’è stato un calo delle pendenze, calano un pochino anche i fallimenti aperti, ma aumentano le esecuzioni mobiliari (+23,5%) e quelle mobiliari (+7,4%) arrivate alla ragguardevole cifra di 810. Crescono i pignoramenti immobiliari ed è sempre più difficile vendere le case messe all’asta.
Aumenta la domanda di giustizia, anche per il numero crescente di avvocati che esercitano nel foro di Prato, e il Tribunale cerca di farvi fronte come può. I processi vengono celebrati, come dimostra il calo delle sentenze del dibattimento collegiale, passate da 63 a 82. Ma quando si passa ai reati meno gravi, quelli che in realtà toccano il maggior numero di persone, la situazione torna a peggiorare. Le nuove cause sono state 2.638 e anche se ne sono state smaltite di più dell’anno precedente, il conto totale parla di un aumento del 29% delle cause pendenti.
Questo numero fa il paio con quello delle notizie di reate, che hanno conosciuto un vero e proprio boom, passando dalle 8.921 del 2010 alle 11.830 del 2011, con un aumento del 32,6%. Il risultato è che i procedimenti pendenti sono passati da 13.254 a 16.421.
Il presidente Genovese segnala anche l’incremento dei reati contro il patrimonio, le rapine, le estorsioni, i reati edilizi e soprattutto le violenze sessuali, che da sole rappresentano un quarto dei 40 procedimenti pendenti di competenza collegiale. E tutto ciò nonostante i sacrifici del personale e la collaborazione degli avvocati, ma la buona volontà non basta.(p.n)
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