Il Tirreno

Prato

Il mestiere difficile di essere genitore

La Pamat organizza il corso “Emozioni di mamma” Si parte il prossimo 21 febbraio, c’è posto per 25 persone

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di Valentina Ceccatelli

PRATO

A dispetto delle apparenze, la maternità non è solo rose e fiori: lo sa bene la sezione pratese di Pamat, associazione toscana che si occupa della prevenzione degli abusi sui minori, che organizza il corso “Emozioni di mamma «proprio per aiutare le future madri, o chi lo è appena diventato, in un momento che», come sottolinea la presidente Pamat Francesca Albini, «sconvolge completamente gli equilibri familiari». Il corso, che inizierà il prossimo 21 febbraio, prevede un numero massimo di 25 iscritti per la cui partecipazione farà fede la data di iscrizione, che deve avvenire successivamente ad un incontro da prenotare contattando la segreteria Pamat al 36006, e si terrà nella sede di via del Serraglio 38. Non sono previste quote di iscrizione fisse, ma viene richiesta un'offerta libera come contributo alle attività dell'associazione. Emozioni di mamma, realizzato col contributo del Comune e il supporto di Ami Prato, è un percorso di sostegno alla genitorialità strutturato in due fasi: incontri di tipo teorico-formativo rivolti soprattutto alle madri, con nozioni di ostetricia, pediatria, psicologia infantile e puericultura, e incontri di autoaiuto con psicologi e psicoterapeuti aperti a entrambi i genitori. I padri avranno tre incontri con il dottor Claudio Benassai, mentre le madri si incontreranno con la dottoressa Chiara Buti e la dottoressa Francesca Santini. Potranno partecipare le donne dal settimo mese di gravidanza in poi, o nel primo anno di vita del figlio, e uomini nel loro momento di passaggio da padri in attesa a neo padri. Sarà allestita una ludoteca dalle volontarie di Pamat, che assicureranno l'accoglienza sia ai neonati che agli eventuali fratellini; la presenza della ludoteca, come spiega la dottoressa Santini, fornisce per molti un primo esercizio di separazione e fiducia. «Spesso le neomamme si sentono in colpa o inadeguate se si dicono stanche, o si lamentano del figlio: gli altri lo interpretano come un comportamento di non amore, e questo può acutizzare la depressione post parto - spiega la dottoressa Buti - questi incontri servono per questo, perchè sono sentimenti che tutte provano, ma di cui non possono parlare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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