Sicurezza
Così distruggono il progetto nel quale avevamo creduto
L’ex presidente del Centro di scienze naturali di Galceti commenta così il decreto di sequestro. Guardando le cose che accadono e quelle che non accadono mi viene a mente la differenza tra generi di...
L’ex presidente del Centro di scienze naturali di Galceti commenta così il decreto di sequestro.
Guardando le cose che accadono e quelle che non accadono mi viene a mente la differenza tra generi di persone. Ci sono quelle che costruiscono e quelle che distruggono. Le prime spesso con grande fatica e molti errori, le seconde spesso con grande semplicità e fregandosene apertamente degli errori.
Il Calissi che vi scrive è il solito grullo che pensava che far parte del “costruire” in fondo pagasse almeno in termini di soddisfazione. E di quella ne ho avuta. Ho avuta la grande fortuna ed orgoglio di essere nominato nel 1998 dal sindaco Mattei presidente del centro di Scienze naturali (e ringrazio ancora oggi Marco Monzali che ci mise parecchio del suo). 12 anni e 7 mesi belli e duri. Duri anche tanto. Mancavano sempre i soldi. Però si andava avanti. 45 anni di vita il Centro dove i Tozzi non si sono mai presi una vacanza, una festività goduta appieno. Vivendo nel tugurio della casetta prefabbricata gelida ed inospitale all’interno del Csn. 4/5000 animali recuperati l’anno, 35/40.000 visitatori. Nel frattempo quelli che non sanno costruire lavoravano in silenzio. Cambia la Giunta e all’improvviso 45 anni di splendido lavoro diventano bersaglio di una perfetta macchina del fango. Non voglio essere io ad unire i due eventi, ma nei fatti non si capisce come si possa essere un bel Progetto pilota per 44 anni e diventare il Lager dei Mostri nell’ultimo anno. Il Centro si riduce ad un simulacro triste ed abbandonato, non si fanno più progetti, anche se la presidente attuale nonostante non si svolgano più tante importanti attività, chiede ancora nel bilancio preventivo del 2011 240.000 euro al Comune di Prato a titolo di cosa non si sa bene. Nel frattempo i Tozzi si sono presi il loro avviso di garanzia, il Calissi povero (ma non povero Calissi perché vivo in affitto con moglie e figlia disoccupati con una pensione di 1182 euro mensili e pochissimo altro di poche consulenze informatiche) si prende come aveva immaginato l’anno scorso anche lui l’avviso di garanzia. Malversazione dicono. Bene. Mi sequestrano l’auto vecchia di 12 anni (valore = zero), il conto corrente con un saldo negativo di 1.000 euro, riuscendo quindi a non bloccarmi beni che non ho, ma impedendomi di lavorare. Io non sono Berlusconi e non mi lamento della Procura che in legittima libertà, ricevendo dati e notizie appunto dal mondo dei “distruttori”, fa con i suoi mezzi i suoi percorsi corretti. Io sono Massimo Calissi, orgogliosissimo di essere stato presidente del Centro di scienze naturali.
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