Attenzione
Abusò della figlia tredicenne: condannato
PRATO Sei anni di reclusione. Questa la pena inflitta dal Tribunale di Prato a un peruviano che era accusato di aver abusato della figlia adottiva tredicenne. Il processo a porte chiuse si è concluso...
PRATO
Sei anni di reclusione. Questa la pena inflitta dal Tribunale di Prato a un peruviano che era accusato di aver abusato della figlia adottiva tredicenne.
Il processo a porte chiuse si è concluso venerdì sera nell’aula al secondo piano del Palazzo di giustizia e i giudici del Tribunale hanno accolto le richieste del pubblico ministero Eligio Paolini.
A indagare per primo sulla scabrosa vicenda, accaduta a Calenzano, era stato negli anni scorsi il sostituto procuratore Sergio Affronte, poi trasferito a Bologna.
I fatti contestati risalgono al 2008, quando la figlia adottiva del peruviano aveva 13 anni. Sarebbe stata lei stessa a denunciare le morbose attenzioni dell’uomo che aveva sposato qualche anno prima la madre, anche lei peruviana.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, sulla base della denuncia presentata dalla ragazzina, il patrigno l’avrebbe più volte palpeggiata nell’abitazione di famiglia, probabilmente approfittando dell’assenza della madre. E in un caso avrebbe anche tentato una penetrazione, senza riuscirci per la resistenza della figlia adottiva.
L’uomo ha sempre negato ogni addebito e ha preferito affrontare il processo senza tentare la via del patteggiamento.
La figlia, che ora sta insieme alla madre, lontana dal padre adottivo, è stata esaminata dai periti ed è stata ritenuta credibile. Una premessa fondamentale per arrivare alla sentenza di condanna, visto che delle presunte violenze non era rimasta traccia e non c’erano testimoni.
Alla fine del lungo processo i giudici hanno dunque condannato il peruviano a sei anni di reclusione. (p.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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