Sicurezza
«Truffò i colleghi, va condannato»
Il pubblico ministero chiede 5 anni per un carabiniere e 3 anni per un medico
PRATO
Il pubblico ministero Roberta Pieri ha chiesto condanne relativamente pesanti nel processo in corso nei confronti di un carabiniere accusato di aver truffato molti suoi colleghi del Comando provinciale, e per un medico che si sarebbe affiancato al militare nelle presunte truffe.
L’accusa chiede una condanna a cinque anni per Giacomo Evangelista, fino al 2007 in servizio a Prato, e tre anni per il medico Stefano Biscioni, all’inizio coinvolto come parte lesa e poi accusato di aver collaborato nelle truffe.
La Procura contesta a Evangelista, difeso da Antonino Denaro, di aver fatto sparire oltre un milione di euro. Secondo la ricostruzione della Procura, le truffe sarebbero iniziate nel 2003, subito dopo il trasferimento a Prato, al Nucleo radiomobile, del carabiniere. Evangelista si sarebbe accreditato come esperto negli investimenti di Borsa, dicendo di avere un amico a Milano che poteva procurare buoni affari. Almeno una dozzina di suoi colleghi ci hanno creduto e gli hanno affidato cifre anche molto consistenti. Un maresciallo dice di avergli dato 235.000 euro. Ma Evangelista non rilasciava ricevute, nemmeno per importi molto rilevanti, e così gli investitori si sono trovati con un pugno di mosche in mano. Il medico invece avrebbe raccolto denaro in altri ambienti, con lo stesso risultato. Dopo le richieste dell’accusa, il giudice Borselli ha rinviato a mercoledì per la sentenza.
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